MANTOVA Non l’hanno “rimasto solo”, come è detto in un noto film: Raffaele Zancuoghi è stato ampiamente sostenuto dal partito che lo ha espresso come candidato sindaco alle ultime comunali del capoluogo. Carta canta: Fratelli d’Italia ha investito sul candidato di centrodestra addirittura per una cifra tripla rispetto a quella che il Pd ha speso per sostenere Andrea Murari, uomo di punta del centrosinistra e successore naturale dell’uscente Mattia Palazzi.
I dati sono ormai ufficiali e pronti per essere trasmessi alla Corte dei conti, come vogliono le normative vigenti. Ed è proprio vedendo queste rendicontazioni che emergono inattese sorprese. La prima è proprio quella che arriva dal centrodestra. E se è vero – come riportato dalla Voce nell’edizione di ieri – che il sindaco eletto Murari ha investito sulla propria persona più del decuplo del suo diretto contendente Zancuoghi (quasi 30mila euro contro 2.500), altrettanto vero è che Fd’I ha dichiarato un esborso certificato di euro 35.637,00, posizionandosi nettamente in vetta rispetto a tutti i soggetti politici impegnati nella competizione elettorale del 24-25 maggio. Sempre rimanendo nell’alveo del centrodestra, Forza Italia ha dichiarato spese per 165,28 euro, cui però vanno aggiunti i contrivuti di “Azzurri in movimento” (gruppo satellite del partito berlusconiano direttamente riconducibile al coordinatore provinciale Michele Falcone) che ha versato per la campagna a sostegno di Zancuoghi 5.548,10 euro. Dal canto suo la Lega ha contribuito con 10.723,80 euro, e Noi moderati con 2.080,00.
La linea di somma, insomma ci dice che il centrodestra ha speso complessivamente euro 54.154,18. Il tutto ovviamente al netto di quanto hanno speso i singoli candidati consiglieri per la propria campagna elettorale personale.
Il centrosinistra evidenzia una parallela discrepanza di investimenti, ma in tal caso a fare la parte del leone è stata la Lista Gialla, il cui rendiconto complessivo è di 30.096,50 euro, con ben 16mila euro di produzione, acquisto o affitto di materiali di propaganda, e altri 9mila di affissioni e diffusioni mirati alla comunicazione politica. Distanziati di due lunghezze sono poi i contributi denunciati dal Pd per euro 12.785,87. E a seguire le disponibilità di Alleanza Verdi-Sinistra per 2.925,04 euro, quelle di Azione per 5.297,95, e di Mantova adesso – Liberali riformisti computati in 2.805.
Anche in tal caso, la linea di somma certifica che il centrosinistra ha complessivamente investito per la vittoria di Murari 53.9010,36 euro, ossia circa 150 euro in meno del rivale centrodestra.
Quanto alle altre liste in corsa, i consuntivi parrebbero residuali. Il Movimento 5 Stelle che ha sostenuto Mirko Gragnato ha contabilizzato appena 1.000 euro tondi-tondi, da sommarsi a quelli personali del candidato per 2.200.
In coda, la lista civica De Marchi per Mantova, a sostegno di Luca de Marchi, che di tasca sua ha investito 1.509 euro, oltre alle spese non contabilizzate per la iscrizione dei suoi singoli candidati spesati di tutto, e Dire Fare Città, che ha lanciato il candidato Emanuele Bellintani alla carica di sindaco, che ha lavorato in tutta la campagna elettorale a costo zero, senza centesimali.
Sia detto però che queste sono le cifre contabilizzate. Aperitivi offerti, caffè e pranzi sparsi qua e là restano nel dominio dell’inconnue.






























