MANTOVA Insomma, non c’è pace per piazza Sordello. Arriverà lunedì in consiglio comunale l’aggiornamento della mappa cittadina delle localizzazioni per l’installazione degli impianti di telefonia mobile e tecnologie assimilabili; il tutto nell’àmbito del vigente regolamento redatto e approvato alcuni anni fa. Fuori dalla terminologia tecnica, si tratta della mappatura delle antenne-ripetitori per i telefonini che, oltre a quelle già presenti, cresceranno di numero in base alle richieste delle compagnie telefoniche, tutelando però i luoghi sensibili dai rischi di inquinamento elettromagnetico – ossia scuole, ospedali e simili.
La novità sostanziale, emersa ieri in commissione ambiente di via Roma, consiste nell’installazione prevista per un impianto in piazza Sordello, appunto: la stessa piazza che da oltre quindici anni ospita la struttura invasiva “Passeggiata archeologica” a copertura dei resti della “domus romana”. Struttura tanto invasiva che ormai sulle bocche dei cittadini passa con l’appellativo di “vespasiano”.
L’unico sito aggiunto alla mappa delle localizzazioni per l’anno in corso è appunto quello rappresentato da piazza Sordello. A farne richiesta è stata la francese Ilad, unica compagnia telefonica interessata a occupare quella casella sulla mappa delle potenziali concessioni, che ha deciso di spostare la propria antenna già autorizzata dagli ascensori di Palazzo del Podestà di proprietà pubblica e comunale, in piazza Erbe, a un altro edificio privato individuato nella principale piazza medievale della città: piazza Sordello.
L’atto che il consiglio comunale andrà ad approvare lunedì consentirà alla società di avere il via libera per una futura installazione e una struttura di telefonia in accordo col soggetto privato.
In totale ad oggi sono 90 le antenne già attive in città. Nei prossimi mesi (o forse anni) ci saranno altre 13 nuove localizzazioni, in conformità con la mappatura rivista dal settore ambientale del Comune. Il quale, recependo le istanze contrarie, ha disposto la cancellazione di alcune localizzazioni: quella già prevista nei giardini Margherita Hack di via Boldrini a Borgo Angeli, e quella sul tetto della Rsa “Isabella d’Este”, secondo quanto riferito dal dirigente dello sportello unico che ieri ha partecipato alla commissione; due cancellazioni conseguenti al venire meno dell’interesse per quei siti delle stesse compagnie telefoniche. Una terza rinuncia si deve al gestore che aveva previsto l’installazione presso l’impianto sportivo “Danilo Martelli”.
Presto per parlare di danno paesaggistico, nonostante non manchino i precedenti di alcuni impianti già posizionati in zona Unesco: fra gli altri casi, ricordiamo quello dell’antenna collocata sui tetti dell’albergo “San Lorenzo” in piazza Concordia, con un’opposizione finita davanti al Tar.







































