MANTOVA Ancóra a ridosso delle 70mila presenze, come lo scorso anno, quelle che hanno animato il pubblico del Festivaletteratura, ma ben lontane dalle 122.500 stimate nel 2019. È comunque un buon risultato quello riscosso della edizione 2025 appena conclusa, che in ogni caso porta unanimemente gli operatori dell’accoglienza e della ristorazione a considerare la kermesse letteraria un evento imprescindibile e irrinunciabile. Ce ne fossero di Festival…
Ma pure al netto degli eventi gratuiti, anche sulle cifre rese dal Comitato organizzatore occorre mettere “i puntini sulle i”. Lo sostiene Marco Gialdi di Confcommercio, gestore del bar Venezia e del Sociale: «Ho percepito un Festival in tono minore rispetto ad altri anni, ma questo non significa che non sia un’iniziativa molto importante per la città. Il calo del movimento è fisiologico, ma il commercio lo lamenta da inizio anno, non adesso, e anche il Festival ne risente. Certamente i numeri vanno interpretati, e non si può computare come presenze i biglietti venduti negli eventi: è ragionevole credere che, soprattutto chi sia venuto a Mantova da fuori, di eventi ne abbia seguiti almeno quattro o cinque. Dunque, i 69mila biglietti sono documentali di circa 20mila presenze reali, non di 69mila. Le stesse case editrici, che prima noleggiavano bar e ristoranti, oggi non lo fanno più. E infine, la percezione che ho avuto io venerdì sera in centro è stata quella di bar con molti tavolini vuoti. Aggiungiamo che da anni si viene a Mantova in giornata, e così è per il pubblico come per gli autori stessi. Dunque – conclude Gialdi – parliamo di una flessione che dura da anni e che si conferma. Con tutto ciò, devo però considerare che nessun evento in città riesce a fare i numeri del Festivaletteratura».
«Sicuramente i numeri non sono più quelli di una volta a parte il sabato che si può considerare una giornata con un flusso di persone veramente importante – conferma Mattia Pedrazzoli, presidente dei Locali mantovani Uniti –. Noi dei pubblici esercizi abbiamo notato un calo di consumazione che attribuiamo al fatto che la proposta food negli ultimi anni è aumentata in modo inversamente proporzionale al flusso di gente. Penso inoltre che la popolazione, ogni anno che passa, sia sempre più in difficoltà al rientro dalle ferie, tra inizio scuola, aumenti eccetera. Rimane comunque uno degli eventi di maggiore spicco della nostra città».
Vede invece un’ottima edizione, quella di quest’anno, Guido Castiglioni del ristorante Taverna Bonacolsi, e che ha visto inoltre riempita anche la luxury house di Palazzo Castiglioni dagli autori ospiti: «Ho registrato un buon afflusso e anche di altissima qualità: certo è stato il migliore dal periodo post-covid, sia sul versante della quantità che anche della qualità».









































