Fronte Macedone 1916-18: sabato convegno internazionale al Ducale

MANTOVA “Perché nessuno si occupa della nostra vita in Macedonia? Perché nessuno parla di quanto fa l’Esercito Italiano nell’oriente balcanico?”. Così scriveva nel 1917 il capitano Mario Apicella dalla trincea, in una lettera che testimonia l’amarezza di 50.000 soldati italiani relegati nel fronte più dimenticato della Grande Guerra. Le vicende e tematiche del “fronte dimenticato” verranno prese in esame dal convegno internazionale dal titolo “Fronte Macedone 1916-18: storia, memoria e progetti di valorizzazione” che si terrà sabato, dalle 9.30, nell’Atrio degli Arcieri di Palazzo Ducale. Durante l’incontro l’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia di Mantova presenterà i risultati di anni di ricerche nei Balcani. «Le famiglie ci contattano commosse – ha spiegato Corrado Andreani, presidente Unci Mantova -. Spesso non sapevano nemmeno che il loro bisnonno fosse morto in Macedonia. Grazie al database pubblicato su www.frontemacedone.it, dopo un lungo lavoro di ricerca nei cimiteri militari di Salonicco e Sofia, stiamo restituendo un nome e un luogo a centinaia di caduti dimenticati». Tra il 1916 e il 1918, oltre 50.000 soldati italiani della 35ª Divisione di Fanteria furono impegnati in Macedonia nell’Armata d’Oriente. Per durata e risorse impiegate, fu il più importante impegno militare italiano all’estero durante il conflitto. Eppure, la stampa dell’epoca li ignorò quasi completamente. Il risultato: un’intera pagina di storia italiana rimasta nell’ombra per più di un secolo. L’evento, organizzato da Unci Mantova con il contributo e patrocino di Regione Lombardia e Comune di Mantova e patrocinio della Provincia, vedrà la partecipazione di personalità di primo piano tra cui il senatore Manfredi Potenti, presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Sentieri della memoria”. Saranno presenti delegazioni da Macedonia, Grecia e Francia. Domenica, alle 18, presso lo Spazio 35, in via Verdi 35, sarà inaugurata la mostra “Cartoline dal fronte” curata dal socio Unci Valerio Sometti.