MANTOVA – Giovedì, nel cortile della Biblioteca Baratta, la teologa Marinella Perroni è stata protagonista del terzo incontro di “Aperitema – Adulti in dialogo”, promosso da Azione Cattolica di Mantova. Tema della serata: «Papa Francesco: eredità teologica e nuove sfide». Con il suo stile lucido e appassionato, Perroni ha ripercorso le tensioni irrisolte del pontificato bergogliano, rispondendo alle numerose domande del pubblico, a partire dal mancato riconoscimento dei ministeri alle donne: «Ha scelto di non cedere alle pressioni, temendo uno scisma interno». La studiosa ha parlato di “genoma patriarcale” ancora radicato nella Chiesa, osservando come anche le donne che accedono ai ruoli di potere ne riproducano a volte le logiche. Centrale l’analisi sull’impegno di Francesco verso gli ultimi, in particolare migranti e popoli periferici. «Il suo viaggio a Lampedusa è stato un gesto profetico». Ma resta il nodo dell’autorità: «La vera riforma – ha sottolineato – è rendere il potere condivisibile». Un pensiero che si intreccia con quello della sororità, concetto che Perroni ha definito «urgente, come la fraternità, ma declinato al femminile, con dignità e autonomia». In un mondo che arretra sui diritti e alimenta nuove forme di maschilismo, la voce di Perroni ha restituito alla figura di Papa Francesco la complessità di un pontificato “in costruzione”, fatto di gesti forti e contraddizioni, di aperture e chiusure: un’eredità viva, ancora da decifrare. Antonia Bersellini Baroni








































