Nebbie e schiarite con clima mite ma aria inquinata in pianura

Nebbia e inquinamento in pianura, clima molto mite in montagna. Per tutta la settimana, un potente anticiclone di matrice subtropicale avvolgerà il Mediterraneo centrale determinando una fase di stasi destinata a perdurare per almeno una decina di giorni. Scontanti gli effetti sul nord Italia: l’anticiclone provocherà da un lato la deviazione verso nord dei sistemi perturbati atlantici e dall’altro l’allontanamento del freddo praticamente da tutta l’Europa. Nessuna traccia d’inverno, quindi, in un dicembre che sembra avere smarrito la bussola del freddo, del gelo e della neve.

Sull’area padana sono attese quindi giornate più nebbiose e fredde nelle ore notturne ma con progressive schiarite nelle ore centrali della giornata, quando il sole porterà le temperature attorno ai 10 gradi se non oltre (come accaduto ieri), specie a ridosso delle alture. L’aria calda e leggera prenderà invece la via della collina e della montagna, dove sono attese temperature anche più elevate rispetto a quelle previste in pianura, certamente superiori ai 10 gradi durante il giorno, con punte di 13/14° attorno ai 1200 metri di quota. Non è chiaramente una situazione positiva per le piste da sci, alle prese con molte difficoltà per la tenuta del manto nevoso durante il giorno.

Siamo chiaramente di fronte ad una situazione anomala, anche se negli ultimi dieci anni la formazione di potenti anticicloni invernali con radice subtropicale è stata quasi una regola. Il dominio di questa figura barica ha contribuito non poco a riscrivere la percezione di normalità climatica durante l’inverno: nebbia e neve in pianura quasi sparite, temperature molto più elevate e sostanziale assenza di gelo hanno spostato l’asticella della stagione fredda verso condizioni termiche molto più miti rispetto al passato, quindi fra 2 e 3 gradi almeno più rispetto a venti o trent’anni fa.

Per tutta la prossima settimana il tempo non farà quindi una piega. Le masse d’aria fredda più pesanti rimarranno sempre più intrappolate al suolo sotto uno strato più caldo e leggero in quota. Possibile, di conseguenza, la formazione del fenomeno della «nebbia alta» in tutta l’area padana, con cieli per lo più grigi a partire da mercoledì. La coperta di nubi basse associata all’assenza di vento favorirà l’accumulo di inquinanti in tutta l’area padana, dove la concentrazione di polveri sottili è destinata ad aumentare fino a livelli doppi rispetto ai limiti di legge.

Difficilmente le cose cambieranno a breve termine. Le carte meteo non vedono infatti alcun cambiamento significativo almeno fino a metà mese se non oltre. Fino ad allora l’alta pressione africana manterrà salda la sua roccaforte nel cuore del Mediterraneo impedendo qualsiasi iniziativa perturbata. Solo da martedì 16 dovrebbero tornare le correnti atlantiche con la prospettiva di un lento cambiamento nei giorni successivi. L’inverno, però, rimane in stand by.

Alessandro Azzoni