Home Cronaca Parlano i clienti della broker accusata di truffa: ci fidavamo di lei

Parlano i clienti della broker accusata di truffa: ci fidavamo di lei

MANTOVA  Un rapporto di fiducia, divenuto col tempo quasi familiare, e che li aveva portati a fidarsi ciecamente della loro consulente finanziaria al punto da affidarle tutti i propri risparmi. Questo in sostanza quanto riferito dalla totalità delle presunte vittime, escusse ieri innanzi al giudice Edoardo Zantedeschi, nel processo istruito a carico della broker mantovana di Intesa San Paolo Private Banking finita sotto accusa, in via iniziale assieme al marito, circa l’ipotesi di aver ingannato 39 suoi clienti che le avevano affidato i propri risparmi al fine di investirli. Truffa aggravata, autoriciclaggio e accesso abusivo a conti online il novero degli addebiti cui è ora dunque chiamata a difendersi. Meno pesante invece la posizione del coniuge finito inizialmente nei guai per il solo reato di appropriazione indebita in concorso con la moglie ma la cui posizione è ora stata stralciata stante nuovo invio alla procura degli atti a lui aderenti. Secondo il quadro accusatorio la consulente, mostrando ai propri clienti false rendicontazioni indicanti profitti inesistenti e mediante l’utilizzo abusivo delle loro credenziali, avrebbe indotto gli stessi in errore circa la redditività dei loro investimenti cagionando un pregiudizio economico, derivante da minusvalenze, da 20mila a 600mila euro nonché, in un precipuo caso addirittura per oltre 1,3 milioni. Il tutto stante altresì la riconosciuta aggravante della minorata difesa. La donna, sempre in via presuntiva, avrebbe proposto investimenti ad alto rischio speculativo senza che i suoi clienti, perlopiù persone anziane, ne fossero a conoscenza. Inoltre, avrebbe falsificato le rendicontazioni dei clienti (alcuni rappresentati in giudizio dall’avvocato Luca Faccin), facendo credere loro di guadagnare da quegli investimenti. Segnatamente sulla scorta di quanto emerso dalle indagini, tra il 2009 e il 2020 avrebbe fornito a 39 clienti rendiconti notevolmente gonfiati, e quindi falsi, sui loro investimenti, facendo figurare attività inesistenti – tramite altresì spostamenti di denaro da un conto a un altro – per un totale di circa 6 milioni di euro. Il tutto era partito da un cliente che il 19 novembre 2019, dopo essersi recato per un’operazione nella filiale di Intesa San Paolo a Mantova, aveva notato discrepanze sul proprio conto corrente, L’istituto di credito figurante nella doppia, contrapposta, veste di parte lesa e responsabile civile, sulla scorta di un presunto «totale omesso controllo della banca» nei confronti della consulente, aveva quindi in seguito proposto un risarcimento ma ritenuto dai clienti del tutto risibile. Prossima udienza il 14 aprile.