PORTO Ieri pomeriggio una tranquilla via della cittadina è diventata teatro di un nuovo episodio di violenza, che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche se non fosse stato per l’intervento fulmineo dei Carabinieri.
Una donna, da anni vittima di stalking, ha chiamato la Centrale Operativa dei Carabinieri di Mantova: il suo ex compagno era sotto casa, insistente e minaccioso, pronto a continuare una persecuzione che durava ormai da due anni. La voce tremante della donna tradiva paura e disperazione: “Non so cosa voglia fare… è sotto casa mia…”.
La vicenda della donna è purtroppo lunga e dolorosa. Già nel 2024 aveva avuto il coraggio di denunciare gli abusi subiti, portando a un primo arresto dell’uomo. Il soggetto, una volta scarcerato, aveva continuato a violare il divieto di avvicinamento, meritando un secondo arresto avvenuto ad inizio del 2025.
Tornato nuovamente in libertà, il suo comportamento persecutorio non si era fermato, spingendo la donna a richiedere, ed ottenere, un ammonimento del Questore.
Nonostante tutto, l’uomo ha continuato a perseguitarla, mostrando il totale disprezzo per le regole e il pericolo concreto per la vittima.
I Carabinieri della Stazione di Porto Mantovano sono intervenuti tempestivamente. All’arrivo, hanno trovato l’uomo in evidente stato di ubriachezza, con una bottiglia di birra in vetro ancora stretta nella mano, lo sguardo fisso verso l’abitazione della donna. Il volto arrossato dall’alcol e dalla rabbia, i passi incerti ma minacciosi, la tensione nell’aria: tutto lasciava intuire che la situazione potesse degenerare in qualsiasi momento.
Con sangue freddo e professionalità, i militari hanno fermato l’uomo, impedendo qualsiasi contatto con la vittima e bloccandolo prima che potesse compiere qualsiasi gesto.
L’arresto è avvenuto in flagranza di reato, mentre la donna finalmente poteva tirare un respiro di sollievo. Il soggetto è accusato, in ipotesi accusatoria, del reato di atti persecutori.
L’arrestato, un 37nne di Mantova, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Mantova, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Per la vittima, che ha vissuto anni di paura, minacce e pedinamenti, questo arresto rappresenta un momento di sollievo ed una concreta possibilità di sicurezza.
La vicenda è un chiaro esempio dell’importanza del coraggio delle vittime nel denunciare, dell’efficacia delle Forze dell’Ordine e della collaborazione con la Procura di Mantova per fermare comportamenti persecutori e violenti.
Ma è anche un monito: lo stalking e la violenza di genere non sono mai episodi isolati e richiedono attenzione costante e interventi immediati.
I Carabinieri ribadiscono il loro impegno quotidiano nella tutela delle vittime, invitando chiunque subisca molestie, minacce o violenze a rivolgersi immediatamente alle Forze dell’Ordine.
La legge c’è, gli strumenti ci sono, e chi tenta di violare la sicurezza altrui non potrà sfuggire alla giustizia.
Il pomeriggio di ieri rimarrà impresso nella memoria della donna come il momento in cui la paura ha incontrato la giustizia.
Grazie alla rapidità, al coraggio e alla determinazione dei Carabinieri di Porto Mantovano, la vittima può finalmente sentirsi al sicuro. Ma la lotta contro la violenza di genere continua ogni giorno, in ogni città e in ogni quartiere.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, e l’eventuale colpevolezza del soggetto dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti







































