Home Cronaca Prezzi fermi ad agosto: l’inflazione mantovana scende al +3,3%

Prezzi fermi ad agosto: l’inflazione mantovana scende al +3,3%

MANTOVA Ad agosto l’inflazione del Comune di Mantova ha lievemente rallentato, passando da +3,4% di luglio al +3,3%, stessa percentuale a livello nazionale, cresciuta, invece di quattro decimali, da +2,9% di luglio.

Protagonisti quasi assoluti dell’aumento dei prezzi di agosto sono i prezzi dei beni energetici, che hanno registrato un incremento complessivo del +20,6% su base annua (25,0% i beni non regolamentati; 19,5% i regolamentati). A incidere sull’inflazione sono stati anche i prezzi dei servizi (+2,9% totale, in rallentamento rispetto a luglio), in particolare i servizi relativi all’abitazione (+7,5%), i servizi ricreativi e culturali (+2,2%), e i trasporti (+1,1%). I prodotti alimentari, al contrario, hanno rallentato ulteriormente la loro crescita rispetto a luglio (+0,5%, da 0,6%), grazie alla contrazione dei prodotti alimentari lavorati. I prezzi a livello congiunturale, rispetto al mese precedente, a Mantova sono rimasti stabili (0,0%), mentre a livello nazionale sono cresciuti del +0,5%.

 

L’analisi dei dati per tipologia di prodotto evidenzia in modo più dettagliato quali sono le voci che hanno determinato l’inflazione ad agosto nel Comune di Mantova- A livello tendenziale (anno su anno) i beni complessivamente sono aumentati del +4,3%, in netta accelerazione rispetto a luglio, al contrario i servizi si sono contratti + 2,9% da +4,5% di luglio. Il differenziale tra beni e servizi è di 1,4 punti a favore dei beni.

Approfondendo ulteriormente l’analisi delle tipologie appartenenti ai beni, emerge che la loro crescita ad agosto è stata trainata in maniera preponderante dai beni energetici, con un aumento del +20,6% (+25,0% i non regolamentati; + 19,5% i regolamentati). Il comparto dei beni alimentari ad agosto è stato caratterizzato da una leggera decelerazione: da +0,6% di luglio a + 0,5% di agosto: i prodotti lavorati sono diminuiti (+0,1%, da +0,3%), mentre i freschi segnano un’ulteriore accelerazione (+ 2,7%, da + 2,4% di luglio) I tabacchi sono aumentati del +4,0%, mentre i prezzi degli altri beni hanno registrato un incremento del +0,3%.

Dal lato dei servizi, vi è stata una generale decelerazione rispetto al mese precedente. La variazione più elevata si è confermata quella dei servizi all’abitazione (+7,5%, come luglio), seguono i servizi ricreativi, culturali (+2,2%, da +5,7%) i trasporti (+1,1% da +1,9%). I servizi vari sono rimasti stabili al +3,1%, mentre i servizi relativi alle comunicazioni si confermano ancora in calo (-2,2%, da -2,4%).

A livello congiunturale, l’indice generale è rimasto stabile (0,0%). Nel dettaglio, le voci che hanno segnato aumenti sono state quelle relative ai beni energetici con un rialzo dei prezzi del +3,3% (+3,3% i non regolamentati; +3,9% i regolamentati), agli altri beni (+0,3%) e ai beni alimentari (+0,1%), i servizi legati ai trasporti (+1,6%) e di quelli all’abitazione (+0,3%). Tali aumenti sono stati compensati dal sensibile calo dei servizi ricreativi e culturali (-2,7%) e dalla stabilità dei rimanenti prezzi.

L’indice dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona (il cosiddetto carrello della spesa) ad agosto ha rallentato la propria crescita (+0,6%, da + 0,7%), +0,1% a livello congiunturale.

Rispetto ai dati nazionali, Mantova ad agosto presenta variazioni più elevate per i beni energetici (+20,6% Mantova; + 17,1% Italia) e per i servizi (+2,9% Mantova; + 2,4% Italia). La variazione complessiva dei prodotti alimentari, invece, è risultata più contenuta per Mantova (+0,5%, contro +1,0% a livello nazionale), così come per gli altri beni (Mantova +0,3%, Italia +1,0%).

A livello congiunturale si nota che Mantova ha registrato una variazione superiore all’Italia per i beni energetici (+3,3% Mantova; +2,9% Italia), mentre per i servizi, all’opposto, Mantova ha segnato un calo del – 0,9% contro l’aumento nazionale del +0,2%. I beni alimentari e gli altri beni hanno raggiunto la stessa variazione in entrambi i territori (rispettivamente del +0,1% e del +0,3%).