Home Cronaca Processo ex Ies, il perito delle difese: contaminazione storica dell’area, surnatante già...

Processo ex Ies, il perito delle difese: contaminazione storica dell’area, surnatante già prima del 2007

MANTOVA – «Dalle rilevazioni effettuate si può argomentare come la presenza in sito di Surnatante non possa venire addebitata in via esclusiva e certa alla mera attività dello stabilimento Ies in quanto, sulla scorta della cosiddetta contaminazione storica, rinvenibile in quella precipua area già prima del 2007, (anno in cui Ies entrò a far parte del Gruppo ungherese Mol – ndr». Questo, in estrema sintesi, quanto riferito ieri in aula dal principale consulente tecnico delle difese nel processo per inquinamento ambientale e omesse bonifiche nella ex raffineria Ies e istruito a carico di sei, tra ex manager e amministratori, (Maurizio Migliarotti, Fausto Ponti, Ferenc Zoltan Horvat, Luca Perboni, Bianca Elena Valisescu e Richard Milosovic), oltre alla stessa società del gruppo Mol. Già nelle precedenti sedute i tecnici di Arpa, escussi ma in qualità di testimoni della pubblica accusa, avevano affrontato il tema del surnatante che dall’ex raffineria si sarebbe propagato fino alla Belleli Energy, e questo fin già dai primi anni 2000. L’inquinamento riguarderebbe segnatamente un’area tra i 20mila e i 45mila metri quadrati. Nel 2015, avevano riferito, era stata avviata una procedura di bonifica dei punti contaminati all’interno della ex raffineria; l’azienda aveva piazzato degli skimmer per il recupero del surnatante e Arpa dei piezometri per monitorare la situazione. Secondo Arpa nel 2017 il surnatante era aumentato del 15% rispetto a due anni prima mentre nel 2019 l’aumento era stato addirittura del 65% rispetto al 2017. Il surnatante non sarebbe però finito nel Lago di Mezzo.