Home Cronaca Redazioninrete, primo incontro al “Fermi”

Redazioninrete, primo incontro al “Fermi”

MANTOVA La buona informazione si costruisce dal basso. Dalla verifica delle fonti, dalla loro analisi e discussione, dalla limatura del testo fino alla correzione di eventuali sbavature. E la passione a catturare notizie e restituirle in racconti, testimonianze, istantanee capaci di cogliere la realtà e interpretarla può nascere già in tenera età, addirittura tra i banchi di scuola. Ieri mattina, nell’aula riunioni dell’Is Fermi, accolto dalla dirigente scolastica Marianna Pavesi e alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e delle principali testate giornalistiche locali, si è riunito per la prima volta il gruppo di lavoro di Redazioninrete – una delegazione di 15 redazioni scolastiche appartenenti a secondarie di I e di II grado della provincia, coordinate dalla docente Paola Frigeri, principale artefice nonché anima del progetto – che mira a favorire l’interscambio tra le diverse realtà, nell’intento di condividere pratiche e approcci verso la lettura e l’interpretazione del presente per dar vita ad una sorta di realtà aumentata del giornalismo studentesco. Dopo le presentazioni di ogni scuola, nel pomeriggio i giovani redattori sono stati chiamati ad un primo tavolo di lavoro comune nel quale hanno proposto tematiche, spunti, idee da elaborare insieme e, successivamente, sottoporre alle proprie rispettive redazioni interne. Un segnale che, nella sconfortante disaffezione che l’informazione sembra registrare, lascia aperto uno spiraglio di speranza. Ci ha creduto da subito l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Mantova, Alessandra Riccadonna, che ha voluto portare di persona il suo personale messaggio di incoraggiamento ai ragazzi. “Vi coinvolgeremo da subito”, ha affermato visibilmente emozionata, “chiedendovi non solo di fare da preziosa cassa di risonanza per le iniziative che il Comune organizza per la vostra generazione, ma anche di partecipare da protagonisti”. “Se oggi sono un giornalista”, ha poi affermato il direttore della Gazzetta di Mantova, Corrado Binacchi, “lo devo all’incontro, proprio sui banchi di scuola, con una docente illuminata che mi ha instillato il gusto dell’inseguire una notizia e il piacere del narrarla”. Gli ha quindi fatto eco il direttore della Voce di Mantova, Alessio Tarpini. “Anche per me il primo ricordo legato al giornalismo ha il sapore dell’apprendistato: i miei primi pezzi li ho scritti allo stadio, da cronista sportivo, poi, negli anni del servizio militare, ho collaborato al giornale della caserma. Esperienze che hanno acceso in me la scintilla. La passione, d’altronde, è il motore di questo mestiere che non ha orari né confini. Cammina con noi e ci dà il passo. A voi, auguro di farvi catturare da un lavoro che non smette di ispirarci”. L’occasione è stata creata. Ora la parola passa ai ragazzi, alla loro voglia di raccontarsi, raccontando del mondo che li circonda. E, come dice lo slogan che campeggia nel manifesto di Redazioninrete, “smettiamola di chiamarli giornalini”. Qualcuno ancora lo fa. E non sa quanto sbaglia.
Elide Bergamaschi