MANTOVA – L’autunno può attendere. I modelli previsionali confermano: anche settembre si aprirà nel segno dell’alta pressione e del caldo, proseguendo la scia di un’estate che al momento non ha alcuna intenzione di passare il testimone. Fino a metà mese, pur senza toccare i picchi delle ultime settimane, nuovi anticicloni di matrice africana manterranno le temperature costantemente tra i 3 e i 5 gradi sopra le medie stagionali. A dispetto del forte maltempo di venerdì, l’attuale assetto meteorologico del Mediterraneo resta bloccato: una depressione atlantica a largo della Penisola Iberica continua ad aspirare aria arroventata dal Sahara verso l’Europa seguendo un trend attivo da fine maggio che non sembra intenzionato a fermarsi. Fino a domani il tempo rimarrà quindi stabile e soleggiato con temperature massime fra i 32 e i 33 gradi. Attenzione però a domani sera e alla mattinata di mercoledì. Infiltrazioni di aria fresca dai Balcani interagiranno con l’afa della Pianura Padana innescando temporali isolati ma potenzialmente violenti, seguiti da un temporaneo calo termico. Dalle carte meteo emerge tuttavia con certezza una nuova fiammata africana in arrivo. Il prossimo fine settimana sarà in tutto e per tutto estivo con i termometri che supereranno agevolmente i 30 gradi. L’esordio di settembre dai tratti estivi non è una novità. Già nel 2024, il primo giorno del mese aggiornò il record storico di 35 gradi e nel 2016 le massime restarono sopra i 30° fino al 12 del mese. Se fino agli anni ’90 arrivare a questa temperatura in settembre era piuttosto raro, negli ultimi vent’anni viene mediamente raggiunta durante il mese in cinque o sei pomeriggi almeno. Pur tuttavia, la storia recente insegna che la seconda metà di settembre sa cambiare volto all’improvviso: nel 2019 le temperature crollarono da 30 gradi ad appena 7° nelle zone rurali in un paio di giorni, mentre nel 2018 si passò da 29 a 5 gradi appena nella stessa settimana con tanto di prima neve a 2.000 metri sulle vicine alture del Veneto e del bresciano. Al momento, però, a prevalere saranno le correnti calde. La configurazione meteo del Mediterraneo appare infatti bloccata, ostaggio di un anticiclone permanente originato dalla continua risalita di correnti molto calde di provenienza africana. A spingerle verso l’Europa è una depressione atlantica posizionata poco al largo della penisola iberica che con il suo moto antiorario aspira continuamente correnti arroventate dal Sahara. Tale tendenza prosegue dalla fine di maggio e non appare prossima la sua fine. Anzi, con i venti di El Niño prossimo all’Europa potrebbe anche aggravarsi. I modelli probabilistici confermano questo trend: nella prima parte dell’autunno le grandi piogge resteranno confinate al Nord Europa, mentre in Italia si verificheranno solo fenomeni temporaleschi isolati con temperature costantemente oltre media.




























