Home Cronaca Stati generali di Fratelli d’Italia per sostenere il sì referendario

Stati generali di Fratelli d’Italia per sostenere il sì referendario

MANTOVA La propaganda dell’Anm dice che il testo Nordio va a colpire gli equilibri costituzionali. Invero è l’esatto contrario: la riforma va a ristabilire quegli equilibri. Un punto – uno dei tanti sottolineati venerdì sera nella sala convegni dell’agriturismo Corte Grande di Roncoferraro dal circolo “Sergio Ramelli” di Fratelli d’Italia.
Il segretario locale dei meloniani Alessandro Negri, ha introdotto i lavori ricordando Quentin Deranque, il giovane militante della destra francese ucciso per mano degli antifascisti. La serata, accompagnata da un momento conviviale, è entrata subito nel vivo con l’intervento della senatrice Paola Mancini: «In questi giorni si stanno moltiplicando le falsità e i preconcetti sulla bontà della riforma. Partiamo da due interrogativi: vogliamo essere giudicati da un magistrato che appartiene allo stesso team di un pm? E ancora: siamo contenti di questo sistema giudiziario?».
«È fondamentale per liberare la magistratura dalle correnti che oggi la rendono politicizzata e quindi non equa e imparziale, tanto che la fiducia degli italiani è ai minimi termini. Ecco perché è arrivato il tempo di cambiare le cose votando Sì».
«Siamo davanti alla possibilità di una riforma storica e necessaria, ma serve un ultimo sforzo per informare più persone possibili e convincerle a votare Sì – ha commentato Michele Falcone, coordinatore provinciale di Forza Italia –. La sinistra, sempre più a corto di argomenti, cerca di spacciare l’esito del referendum come un voto contro il governo Meloni». E il consigliere regionale Paola Bulbarelli ha parlato di possibile svolta nella cultura della giustizia. «La riforma Nordio – ha aggiunto – sgretolerebbe quelle correnti che oggi esercitano lo smisurato potere di cui godono a loro piacimento».
Il punto è proprio il potere: se chi deve valutare le carriere delle toghe ed esprimere un giudizio disciplinare su di loro non è eletto tramite le correnti, ma sorteggiato, salta l’intero sistema basato sugli scambi di voto e di favori. Sono seguiti gli interventi degli avvocati Pietro Ferrazzi, Enrico Lungaretti e Daniele Benedini, tutti concordi nel dire che «la vittoria del Sì può aprire la strada ad altre riforme necessarie». Infine alcuni cittadini hanno raccontato episodi di malagiustizia: «Se finisci in quel calderone non sai mai quando ne uscirai e come ne uscirai: un incubo».