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Studenti a lezione di legalità con i Carabinieri. Focus su sicurezza alimentare e salute

MANTOVA – Una mattinata dedicata alla legalità, alla formazione civica e alla prevenzione quella vissuta da settanta studenti dell’Istituto superiore “Bonomi Mazzolari”. Nella sede di via Amadei, quattro classi degli indirizzi Accoglienza e Ristorazione hanno infatti incontrato i militari dell’Arma per approfondire temi cruciali per il loro futuro professionale quali la sicurezza agroalimentare e la tutela della salute. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra il dirigente scolastico Roberto Capuzzo e l’Arma dei Carabinieri, ha visto come relatori il capitano Giovanni Vignola (comandante del nucleo operativo e radiomobile di Mantova) e i luogotenenti Luca Rizzello e Giuseppe Turra del nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Cremona. Il dirigente Capuzzo ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di creare “ponti” tra scuola e istituzioni per promuovere una cultura della legalità che parta dai banchi di scuola. Il cuore del dibattito si è concentrato sull’igiene agroalimentare. I relatori hanno illustrato il complesso lavoro dei 38 nuclei Nas presenti in Italia, che operano sotto il Ministero della Salute per garantire controlli costanti lungo tutta la filiera. Per gli studenti prossimi all’esame di Stato, è stato fondamentale approfondire i concetti di frode alimentare, contraffazione e i pericoli legati all’uso di sostanze dopanti e farmaci illegali. «Il controllo avviene 24 ore su 24, dalla stalla al piatto», hanno spiegato i militari, evidenziando come la qualità dei prodotti sia la prima forma di tutela per il cittadino e una responsabilità etica per chi lavora nell’enogastronomia. L’incontro ha offerto anche spunti di orientamento post-diploma. Molti studenti hanno mostrato interesse per la possibilità di intraprendere una carriera nei Carabinieri, attratti dalle specializzazioni tecniche nel settore sanitario e alimentare, ambiti in cui l’Italia rappresenta un’eccellenza a livello europeo. Soddisfazione è stata espressa da docenti e ragazzi, che hanno descritto l’esperienza come “chiara, completa e altamente coinvolgente”. Un bagaglio di conoscenze tecniche e valori civici che i futuri chef e addetti all’accoglienza porteranno con sé nel mondo del lavoro.