Turismo: adesso a Mantova si viene anche a dormire

TURISTI

MANTOVA Un dato strabiliante: +80%. È questa la percentuale di incremento dei pernottamenti registrato nell’anno in corso rispetto al pregresso, e rendicontato dal vicesindaco Giovanni Buvoli alla commissione consiliare turismo, della cui materia è anche assessore delegato. Posto che il numero delle presenze non ha fatto schizzare le cifre, è invece indicativo che nell’anno in corso siano stati oltre 213mila i visitatori che hanno preso stanza in una struttura di accoglienza del territorio, sia albergo, bed & breakfast o casa vacanze o altro. Un indicatore fondamentale, ha sottolineato Buvoli, per confermare che sta crescendo l’attrattività di Mantova, e non solo per il cosiddetto turismo “mordi e fuggi”. Adesso nella città storica dei Gonzaga ci si viene anche per più giorni.
Anche in virtù di questo incremento l’amministrazione intende fare leva sul turismo per sanare in parte l’ammanco di bilancio che si riscontra nel previsionale 2024 rispetto al 2023; un deficit dovuto in gran parte all’aumento della spesa corrente (utenze, personale eccetera), oltre che al taglio dei trasferimenti dal governo centrale all’ente locale, quantificato in circa 600mila euro in meno. A conti fatti, aveva dichiarato Buvoli alla Voce, serve trovare risorse per almeno 2 milioni di euro.
Una delle voci identificate dal Comune per sanare il fabbisogno è appunto la tassa di soggiorno, che in taluni casi raddoppierà. Nel 2023 essa ha prodotto un gettito per 412mila euro; con i rincari previsti, nel 2024 dovrebbero entrare 250mila euro in più, e 310mila nel 2025, ferma restando una base di 213mila pernottamenti, come quest’anno, e al netto dei circa 8mila visitatori esclusi dalla tassa – ossia i minori, i disabili con i loro accompagnatori e altri.
La ripartizione dei turisti che hanno stazionato in città oltre il canonico giorno di visita evidenzia un dato significatico: dei 213mila complessivi, ben 66mila hanno soggiornato in alberghi a 4 stelle (chein città sono 7), configurando il 31% del totale. Altri 64mila (ossia il 30%) hanno invece pernottato in alberghi sino a 3 stelle. Vale a dire che una fetta cospicua di turisti rientra nella fascia sociale medio-alta.
Il rimanente del popolo turistico si è distribuito invece fra b&b, case vacanze, foresterie e altro. Nello specifico, sono 6.900 le registrazioni nei 23 b&b ricompresi nella zona Unesco della città, e 5.200 quelli rimasti al di fuori della fascia storica. Ben 21mila invece i visitatori che hanno scelto i pernottamenti nelle case vacanze in zona Unesco (37 in tutto), e altri 6.200 quelli ospitati nelle 81 case vacanze extra zona Unesco.
Ancora, 22mila turisti hanno scelto le foresterie più storiche e centrali (18 ne sono censite in zona Unesco), e la metà circa nelle 8 che rimangono fuori dall’area Unesco. Restano poi i 4.189 fruitori dell’unico campeggio a Sparafucile. A conti fatti, un bel bottino di presenze, «con previsione di aumenti», assicura Buvoli. Ma per ottenere il risultato sarà necessario accrescere con eventi l’attrattività.