Home Eventi Bazzani a Palazzo d’Arco: una mostra per riscoprire l’artista nel suo territorio

Bazzani a Palazzo d’Arco: una mostra per riscoprire l’artista nel suo territorio

MANTOVA Una mostra che contribuisce a rivalutare l’arte del territorio. Attraverso il suo autore più importante. Con “I cani dipinti. Giuseppe Bazzani e l’arte che sfida il tempo” il Museo do Palazzo d’Arco propone un punto di vista inedito per analizzare le opere del principale pittore mantovano, dando rinnovato rilievo alla collezione esistente nella dimora storica. A illustrare la rassegna, dopo i saluti di Silvia Tosetti e Omero Araldi in rappresentanza della Fondazione di Palazzo d’Arco, è stato il curatore dell’esposizione Augusto Morari. Che prosegue nel suo progetto di divulgazione dei lavori del pittore. Molti dei quali presenti nei poli culturali cittadini, cui si aggiungono importanti prestiti da altre raccolte, come quelli provenienti dalla collezione Cesare Rimini.
Dal legame tra il pittore e i cani, in particolare il pointer, nasce uno studio che racconta un altro punto di vista rispetto ai manufatti di Bazzani. E che avvicina al pubblico odierno la figura dell’uomo oltre a quella dell’artista.
Nell’Autoritratto della collezione Rimini si può così notare il momento della preparazione alla caccia. Osservando una scena viva, in movimento. Come lo sono tutte quelle tratteggiate da Bazzani. Quadri e disegni vanno a comporre l’insieme dell’esposizione. Fruibile oggi con una nuova illuminazione, realizzata nella sala con il ciclo delle Storie di Alessandro Magno. Il progetto illuminotecnico è stato curato dall’architetto Lorenzo Sacchi di Illumind Srls e sostenuto da cittadini e visitatori che hanno partecipato agli eventi proposti dalla Fondazione d’Arco nel 2025.
Nell’ambito della mostra i cani accompagnano silenziosi molte opere di Giuseppe Bazzani che li raffigura precisamente distinguendone le razze e affidando loro sempre una posizione di primo piano.
Nella collezione d’Arco sono presenti cinque disegni a sanguigna naturale, raffiguranti altrettante stazioni della Via Crucis. In Gesù condannato a morte, fa capolino il primo cane che incrocia dimesso lo sguardo del Cristo dolente. I cani ricompaiono in altri disegni, qui posti a confronto in una carrellata di riproduzioni fotografiche e nell’olio su carta vergellata di collezione privata mantovana Alessandro Magno nello studio di Apelle che anticipa le storie del condottiero macedone dell’omonima sala.
La mostra è fruibile con il biglietto ordinario di ingresso al museo godendo del servizio di visita guidata incluso.
Alla rassegna è collegato anche un ciclo di eventi.
Per info e prenotazioni: telefono 0376322242; biglietteria@museodarcomantova.it.
La mostra è promossa dalla Fondazione d’Arco con il patrocinio del Comune di Mantova e della Provincia di Mantova, e con il sostegno tecnico del Polimi PolRio Territoriale di Mantova.