I Nomadi in concerto alla festa dell’Avis di Ospitaletto. Carletti: “Amo Mantova”

Beppe Carletti
Beppe Carletti

MARCARIA Saranno ancora protagonisti nel Mantovano dopo i concerti di Sabbioneta e del PalaUnical del 2024. La band dei Nomadi sarà ospite domani alla festa dell’Avis di Ospitaletto nella quattro giorni iniziata il 18. Appuntamento imperdibile di musica dal vivo con la il gruppo più longevo della musica al mondo dopo i Rolling Stones, con biglietti ancora disponibili su liveticket.it o direttamente nel pomeriggio di domani agli impianti sportivi di Via Divisione Acqui. Con ancora una volta la possibilità di riascoltare dal vivo i loro pezzi migliori in attesa dell’uscita del prossimo disco live in settembre. Dell’appuntamento di domani abbiamo parlato col fondatore e anima del gruppo Beppe Carletti (in foto). “Siamo in pieno tour estivo – racconta – ed andremo avanti ancora fino a settembre, un tour che sta andando molto bene sempre. Con tante persone che ci seguono, come è successo per esempio a Santa Margherita Ligure. Il palco è la mia vita e non riesco proprio ad abbandonarlo”. Carletti ha un legame affettivo con la nostra città. “Venivo a fornirmi degli strumenti da Giovannelli e in Piazza Broletto, ancora quindicenne, mi incontravo con gli agenti per organizzare concerti nel Mantovano come al Faro della Danza di Cerese. Ho un bellissimo rapporto con la città e ci torno sempre molto volentieri. Della famiglia Giovannelli, quando c’era, ero molto amico.” Punto di forza dei Nomadi è il rapporto col loro pubblico che li segue ovunque e a cui dedicano spesso parte dei loro concerti ai più di cento fan club.
“Un legame unico con tanti amici, davvero straordinario. Vengono da tutte le parti d’Italia e non solo. Ma l’entusiasmo che metto ancora facendo una cosa che amo mi fa superare le fatiche dei concerti continui perché ancora mi diverto, anzi mi diverto di più adesso. Non posso smettere sul più bello e vado avanti così”.
Nei vostri concerti cosa è rimasto di Augusto Daolio, con lei il fondatore e l’anima dei Nomadi prima della sua scomparsa? .
“È sempre con noi anche per quelli che non lo hanno conosciuto. Ha lasciato un segno indelebile nei trent’anni in cui è stato sul palco. Eravamo come due fratelli e diceva sempre che se un giorno qualcuno fosse venuto a mancare, sarebbe stato bello che i Nomadi andassero avanti. Ci piace ricordarlo sempre. La musica è la mia vita e sono stato fortunato. In generale faccio fatica ad accettare la musica attuale, non fa parte della mia cultura. Anche se ascolto di tutto non fa parte del mio essere, ma ognuno fa quello in cui crede”.