Piccola Parigi per oltre 200 artisti in una Quistello rinnovata

MANTOVA – E’ stata una edizione speciale quella della Piccola Parigi che si è svolta ieri a Quistello, nel centro del paese rinnovato e riqualificato. La piazza che era stata danneggiata dal sisma del 2012 ha così ripreso il suo aspetto migliore. E proprio dopo il terremoto era nata la manifestazione che da allora, ogni anno, cerca di curare le ferite riportate al patrimonio artistico con l’arte stessa. Sparsa e visibile nelle vie principali del paese. A ideare l’iniziativa è stata Caterina Borghi, direttrice artistica della rassegna, affiancata dal coordinatore Roberto Alessandria, dalle amministrazioni comunali e da tante realtà del territorio che nel tempo sono giunte a supportare e arricchire l’attività. Che si svolge sempre l’ultima domenica di agosto, occasione in cui Quistello festeggia il suo patrono San Bartolomeo.

Tra i ritorni più graditi e attesi quello del gruppo di artisti dal Giappone, quest’anno più numeroso. Che ha portato a Quistello una installazione gigante e un nutrito cast di danzatori per dare vita a suggestive performance. Si è ripetuta anche l’esperienza del concorso d’arte per artisti under 25, curato dalla critica d’arte Paola Artoni. Tema 2025 “Le donne nella scienza”, cui ispirarsi per un bozzetto. Il concorso prevede la pubblicazione delle opere e premi in denaro per i vincitori. Per il quarto anno prende parte alla Piccola Parigi l’azienda d’abbigliamento Lubiam. Che ha fornito agli artisti migliaia di bottoni, con i quali interpretare nelle varie opere l’argomento di questa edizione, ossia gli universi possibili oltre a quelli da noi conosciuti (o che pensiamo di conoscere). Soggetto che Borghi ha espresso attraverso un dipinto sul mondo distopico, che è poi diventato anche una scultura. E che oltre trenta autori hanno sviluppato con il progetto “Filò(S)”, tramite una serie di lenzuola appese a fili aerei, in tutto il centro del paese. Unendo bottoni, fili e lenzuola, realizzando manufatti interpretabili in infiniti modi. Tra le proposte a Quistello le mostre del pittore Lanfranco e di Quetti (per la prima volta alla Piccola Parigi), curate da Massimo Pirotti; i lavori esposti arrivati dal Museo “Gorni” di Nuvalto; le sculture in marmo di Cursano; l’arte su tessuto (fibrart) di Mabi Sanna; le opere d’acqua di Brandi; la vela gigante di Gaia Moltedo (coreografa della produzione Rai “L’amica geniale”); le creazioni degli ospiti della Residenza “Rossonano”; le opere degli alunni della Scuola Primaria di Giovanni del Dosso che hanno ricreato le case gioiose di cartone; l’opera gigante in legno e maglia, a effetto tricot, di Moretti e Gelmini; l’opera di Vassena che attraversa la città; i peculiari segnali stradali trattati da Ajello (uno resterà a Quistello); le danze sospese acrobatiche; la performance di Paola Mancini. Ancora: le proposte letterarie, con il libro illustrato di Bonomelli sulla violenza di genere “E vissero felici e contenti”; la casa editrice Il Rio con la presentazione del volume del giornalista Fabrizio Binacchi. Poi il contesto fotografico, con le immagini di Lorenzo Barbieri Hermitte e Pixel Foto.
Oltre 200 artisti che hanno dato vita, ancora una volta, a una rassegna unica, perché composta da tanti punti di vista, che si mescolano e affiancano con diverse ma comunicanti forme espressive.