OGLIO PO – Ieri mattina, nella chiesa parrocchiale di Piadena Drizzona, il comprensorio Oglio Po ha dato l’ultimo saluto al giornalista Davide Bazzani, scomparso martedì all’hospice di Cremona. Classe 1966, Bazzani ha lavorato fino all’ultimo – lunedì 11 il suo ultimo articolo pubblicato – per la Provincia di Cremona e Crema, giornale per il quale collaborava da tempo seguendo le vicende del territorio casalasco e dell’area dell’Oglio Po. Al rito funebre hanno presenziato autorità civili, militari, religiose, esponenti del mondo dell’associazionismo, della società civile, del volontariato ed amministratori locali. Cronista preciso, attento, ha raccontato con attenzione, imparzialità ed equilibrio tutta l’area dell’Oglio Po, anche dopo la scomparsa del fratello Marco, con cui ha condiviso decenni di collaborazione nella redazione di Casalmaggiore del giornale. I gonfaloni di Avis Piadena, del Rotary Club Oglio Chiese, della Padana Soccorso: tracce di un legame profondo con alcune delle tante realtà di una zona che ha raccontato, descritto, difeso intercettando le istanze dei cittadini. L’omelia è stata tenuta da don Antonio Pezzetti, parroco di Piadena Drizzona, che ha celebrato la funzione con don Claudio Corbani, parroco di Martignana Po, e don Claudio Rubagotti di Casalmaggiore. Dopo il rito eucaristico l’intervento della nipote, Federica Bazzani: “Onore alla tua delicatezza, alla tua gentilezza e alla tua pazienza. Onore alla tua discrezione, raffinata come un antico gioiello”. In seguito, la cognata Annunciata Camisani (vedova di Marco, scomparso nel 2019 a 55 anni per un malore) ha ricordato le fasi della malattia di Davide e, prima ancora, il grande legame che univa due esistenze: quelle dei fratelli Bazzani, cronisti precisi, attenti, scrupolosi, garbati. Infine è intervenuto Cesare Vacchelli in rappresentanza dei movimenti ambientalisti: «Immergerti nel lavoro era il tuo modo di combattere la malattia, dicevi, e forse anche di dirti che si trattava solo di una sfortunata parentesi, seppur sofferta e molto problematica. Mancherai alle molteplici e variegate realtà della società civile, che di questo territorio sono l’espressione più viva e a cui ogni giorno davi voce. Mancherai alle istituzioni e alle comunità locali, che, come pochi, conoscevi così profondamente e di cui scrivevi quotidianamente, a volte per dare conto delle polemiche in atto, spesso per favorirne dialogo e confronto. Mancherai moltissimo anche al mondo ambientalista che aveva in te un sicuro punto di riferimento per rendere pubblici e condividere i contenuti delle proprie battaglie». (l.c.)


































