SAN BENEDETTO PO La realizzazione del tratto golenale del ponte di San Benedetto Po prenderà il via nei primi giorni di aprile 2026 (e non in gennaio come si era ipotizzato inizialmente); ne consegue che la fine degli stessi sarà non nel giugno 2027 ma tra agosto e settembre del medesimo anno. Questo, e altro ancora è emerso nella riunione di aggiornamento di ieri tra Provincia, Comuni e soggetti interessati: riunione nella quale è echeggiato più volte il ritornello di “ridurre il più possibile le lungaggini burocratiche”.
Come infatti ha spiegato, introdotto dal presidente della Provincia Carlo Bottani il responsabile dell’area lavori pubblici e trasporti Antonio Covino, in questi mesi si è lavorato molto per snellire il passaggio in Conferenza di Servizi e, per questo motivo, la Provincia – insieme a Toto che dovrà realizzare l’opera – ha già incontrato tutti i soggetti coinvolti nella Conferenza di Servizi in modo da avere già le prescrizioni da attuare e ridurre così i tempi. Tecnicamente l’iter prevede una prima verifica del progetto, la redazione ufficiale (visto che è già pronto da tempo) del progetto definitivo, un’altra verifica per la procedura Bim (ovvero Building Information Modeling, cioè la creazione e la gestione di un modello informativo 3D condiviso), quindi l’approvazione del progetto con la dichiarazione della pubblica utilità e infine la redazione del progetto esecutivo. Una delle fasi più delicate – ha aggiunto Covino – sarà la demolizione del vecchio ponte in alveo, che dovrà avvenire nelle massime condizioni di sicurezza per gli operai, per gli automobilisti in transito sul ponte nuovo in alveo e dello stesso nuovo manufatto.
Prevista una chiusura al traffico di 135 giorni
Al di là delle tempistiche di realizzazione, ciò che preoccupa i sambenedettini ma anche tutto il territorio dell’Oltrepò è il momento della futura chiusura totale del ponte, necessaria quando ci sarà da traslare il manufatto nella sua posizione definitiva. La Provincia ha assicurato di non volere superare i 135 giorni previsti ma, come sollevato dal Comitato Vogliamo il Ponte, lo slittamento in avanti rischia di portare la chiusura verso mesi meno adatti anche per le condizioni meteo e del fiume. A tal proposito la Provincia ha spiegato che, se necessario, è pronta anche a sospendere i lavori al fine di far coincidere il momento della chiusura totale con un periodo più “favorevole”. In ogni caso la speranza, non si sa però quanto realizzabile, è quella di ridurre per quanto possibile, questi 135 giorni. Che pendono come una spada di Damocle sul territorio.




































