Porto: l’Anpi non ci sta e risponde al Comune

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PORTO MANTOVANO Le precisazioni del sindaco di Porto Mantovano, Maria Paola Salvarani, pubblicate nell’edizione di lunedì dal nostro giornale, sembravano aver messo la parola fine al polverone sollevatosi in occasione del 25 Aprile e in particolare al diniego – preavvisato tramite una missiva datata 18 aprile – ad interventi fuori dal perimetro istituzionale nel corso della cerimonia commemorativa, linea peraltro adottata in tantissimi altri Comuni. Tuttavia la sezione Anpi locale ha ritenuto opportuno produrre un comunicato sulla vicenda, che di seguito riportiamo: «Vogliamo leggere come un parziale ravvedimento il fatto che la sindaca di Porto Mantovano abbia sentito il dovere di tornare pubblicamente su quanto accaduto in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile. In effetti, negare “uno spazio d’intervento ad un nostro rappresentante, per leggere un testo e, così facendo, contribuire ad arricchire l’evento” – riportando testualmente la richiesta fatta all’amministrazione – non si può che considerare uno sgarbo evitabile, commesso nei confronti di un’associazione del territorio, la quale, seppur piccola a livello locale, rappresenta una delle maggiori realtà nazionali nell’ambito della memoria storica e dell’antifascismo. Vogliamo ribadire nuovamente che il disappunto espresso nel nostro comunicato si riferisce al rifiuto mostrato a questa specifica richiesta, semplice ma significativa. Non abbiamo mai fatto cenno ad un rifiuto generalizzato alla partecipazione di Anpi, il che, per quanto in questo periodo arrivino notizie allarmanti da più parti d’Italia, avrebbe rappresentato un fatto gravissimo e, se ci è concesso, frutto di un potere di cui la sindaca non dispone. Tanto è vero che il comunicato si chiudeva con un generale appello alla partecipazione del 25 Aprile». A margine del comunicato, l’Anpi tiene a fare presente che «nella stessa lettera è stata sottoposta alla sindaca un’ulteriore richiesta, al fine di onorare appieno l’80esimo anniversario della Liberazione: quella di instaurare una collaborazione tra Anpi. e amministrazione comunale, come avviene anche in altre realtà, così da favorire momenti di confronto e riflessione rispetto a ciò che è stata la Liberazione, dal punto di vista storico e ideale, anche per tracciare delle possibili connessioni sulla complicata e preoccupante attualità. Per il momento – così si conclude la lettera – non abbiamo ricevuto alcuna risposta a questa sollecitazione. Una prima occasione, tuttavia, potrebbero essere le celebrazioni per il 75esimo anniversario dell’uccisione di Vittorio Veronesi, partigiano, dirigente del movimento bracciantile, ucciso a Bancole il 17 maggio del 1950. Un delitto che ha segnato profondamente non solo il nostro territorio, ma l’intero movimento sindacale, e sul quale riteniamo importante riflettere ancora oggi. La presenza di Anpi non mancherà».