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Viadana – RugbeerFest, lo Zaffanella accende i riflettori. Solimei: “Vogliamo farvi sentire tutti a casa“

Viadana I volti del rugby non sono obbligatoriamente quelli di energumeni barbuti con le orecchie a carciofo e la capoccia bendata. Il rugby è uno spazio aperto in cui chiunque abbia passione dispone della possibilità di arricchire il proprio club con un contributo prezioso, si agisce senza risparmiare sulle energie. Questo assunto trova conforto nella Rugbeer Fest, che sta diventando una consuetudine nei dintorni dello Zaffanella tanto quanto l’evento sportivo in sé. Alla festa in giallonero presenzieranno, nella giornata di domenica, a dar voce alle istituzioni, il sindaco di Viadana Nicola Cavatorta e il presidente del comitato rugby lombardo Maurizio Vancini.
Il nome della manifestazione è sufficientemente evocativo per comprendere i contenuti, ma è Stefania Solimei, della segreteria del club viadanese e Deus ex machina dell’evento, a rendere note le connessioni che tengono in piedi l’organizzazione della kermesse. Stefania e Roberto De Biase sono un punto di riferimento per chiunque abbia a che fare con qualsiasi avvenimento nell’impianto sportivo viadanese e sono i motori di questo momento gioviale.
«RugbeerFest è nata cinque anni fa dalla voglia di stare insieme – spiega Stefania – e di fare qualcosa di bello per il nostro club, dopo un periodo buio come quello del covid. Avevamo la voglia di tornare a vivere. Noi abbiamo la fortuna di avere lo Zaffanella e viverlo non soltanto durante le partite. L’idea è sempre stata quella di creare un weekend capace di mettere insieme sport, musica e divertimento, coinvolgendo persone di tutte le età».
«Dietro a una manifestazione come questa c’è tanto, tanto lavoro – continua – solo chi organizza questo tipo di feste può capirlo. Ci sono mesi di organizzazione, telefonate, riunioni, idee da sviluppare e imprevisti da risolvere; ma soprattutto ci sono tante persone indispensabili. Io organizzo e mi occupo di molte cose cercando, nel migliore dei modi, di mettere insieme tutti i pezzi, ma senza i volontari non potrei fare nulla. Ci tengo particolarmente a sottolinearlo, perché spesso chi viene a una festa vede soltanto il risultato finale: la musica, le luci, le persone che si divertono. Dietro, però, c’è l’impegno di tanti amici, tutta una famiglia di sangue e non, che dedica il suo tempo, persone che montano le strutture, preparano, sistemano, servono e fanno in modo che tutto possa funzionare. È grazie a loro se tutte le mie idee possono diventare qualcosa di concreto. E credo che il loro lavoro meriti di essere riconosciuto e ringraziato, ancor più del mio».

«Per questa edizione – aggiunge Stefania – abbiamo cercato di costruire un programma sperando di coinvolgere quanta più gente possibile. Si parte oggi con il torneo di calcio balilla 5 vs 5, l’AperiParty e la musica degli 80 Voglia d’Italia. Domani alle ore 17 avremo la quarta edizione della corsa più colorata di Viadana, in collaborazione con Running Club, alla sera la scuola musicale di Boretto con la cover band Walkman a seguire la Notte Rosa e la musica degli anni 90 e 2000, fino al Love Party con la preziosa collaborazione di Love generation. Domenica, invece, ci sarà un momento particolarmente importante per noi: la presentazione ufficiale del Rugby Viadana 1970».
«Il mio desiderio – rimarca Solimei con decisione – è che lo Zaffanella diventi sempre più un luogo da vivere, non soltanto uno stadio in cui venire a vedere le partite nel weekend. Vorrei che qui le persone si sentissero a casa, che venissero con gli amici, con la famiglia, con i bambini, anche semplicemente per passare qualche ora insieme e divertirsi. Per me organizzare la RugbeerFest significa sicuramente tanto impegno e anche qualche sacrificio, ma soprattutto significa credere in un progetto. Ci sono momenti in cui la stanchezza si fa sentire e ti chiedi se ne valga la pena. Poi guardi tutte le persone che stanno lavorando insieme, vedi lo Zaffanella che prende vita e capisci che sì, ne vale la pena. Alla fine – conclude Stefania – più dei numeri, mi interessa l’atmosfera che riusciremo a ricreare, mi piacerebbe che chi verrà alla RugbeerFest tornasse a casa con un bel ricordo, con la sensazione di aver trascorso una bella serata e, magari, con la voglia di tornare».
I volontari, così come le aziende che credono e sostengono l’evento, sono il miglior carburante e Viadana è orgogliosa di ringraziarli. «Questa non è soltanto la festa di chi la organizza. È una festa che prende vita grazie a tutti: a chi partecipa, a chi ci sostiene e, soprattutto, a chi dà una mano senza chiedere nulla in cambio».