VILLIMPENTA – Una vita prima a prendersi cura della campagna e poi dietro il bancone del bar a servire migliaia di tazzine fumanti di caffè espresso rimaste nell’immaginario collettivo (ma soprattutto nelle papille gustative) di generazioni di villimpentesi. E adesso, alla veneranda età di 90 anni, Luciano Bighellini ha riscoperto la passione per l’orticultura. La storia curiosa, di quelle che ormai solo la provincia italiana sa ancora regalare, arriva da Villimpenta. Chi entra nel centro del paese non può non notare, volgendo lo sguardo verso la storica terrazza sopra il bar Sport che un tempo ospitava l’estrazione della maxi tombola durante la Fiera di Luglio, il singolare orto “casalingo” del signor Luciano. Per realizzarlo si è anzitutto procurato una serie di contenitori: dai normali vasi rotondi e rettangolari, alle cassette della frutta riciclate. Piccola nota sui vasi: vanno scelti bucati sotto, «per far affluire l’acqua – osserva l’ex esercente – e, come faccio io, possono essere realizzati a mano utilizzando materiale di recupero». Dopodiché si è concentrato su stratificazione, drenaggio e terriccio, da rinnovare o arricchire a seconda della quantità di sostanza organica presente. «A marzo si entra nel vivo della stagione primaverile, e a me piace seminare pomodori, zucchine e cetrioli», prosegue. «E’ il mio modo per ricreare una relazione con la Terra e per svagarmi un po’ durante la giornata». Un vero spazio verde inserito nel cuore di piazza Roma, rigorosamente ordinato e catalogato, che si spera possa fungere da sprone anche per tramandare le tradizioni e per produrre buon cibo. E se gli chiediamo lumi su cosa sia meglio seminare in fase di luna crescente e calante, la risposta è degna di un esperto del settore. «In fase di luna crescente è consigliabile seminare ortaggi in semenzaio protetto o riscaldato (pomodoro, peperone, melanzana, cetriolo, zucchina, melone, lattughe e cappuccio. Con la luna calante solitamente si seminano sedano e lattuga primaverile». Prima di congedarci, giochiamo alla provocazione chiedendogli cosa ne pensa dell’Unione Europea che da tempo ha dichiarato guerra a cibo e vino italiano. «Quelli sono tutti matti – afferma con piglio battagliero -; che se li mangi la Ursula (Von der Leyen, ndr) grilli, cavallette e porcherie varie. Io finché camperò continuerò a consumare solo cibo italiano, il migliore del mondo.


































