Home Sport Calcio Seconda Categoria – Ciccone: “Resto alla Villimpentese. Questa è casa mia”

Calcio Seconda Categoria – Ciccone: “Resto alla Villimpentese. Questa è casa mia”

VILLIMPENTA Nessun ribaltone: Gerardo Ciccone resta al timone della Villimpentese. A pochi giorni dalla conclusione della cavalcata play off, il tecnico ha ritrovato l’entusiasmo, pronto a ripartire. I gialloblù hanno chiuso al secondo posto il triangolare del terzo turno e oggi attendono lo scorrimento delle graduatorie: davanti ci sono soltanto tre squadre e le possibilità di approdare in Prima ci sono. «Le chance sono buone – spiega Ciccone – ma il problema è che il mercato non aspetta. I giocatori ci chiedono in quale categoria giocheremo e oggi non possiamo garantire la Prima. La situazione è particolare e dobbiamo attivarci subito». Il tecnico rivela come il rinnovo fosse stato deciso già prima dell’ultima sfida. «In realtà avevamo già trovato l’accordo. Villimpenta è casa mia. Però devo ammettere che, per la prima volta in vent’anni di calcio, dopo il pareggio a Pescarolo mi è venuta voglia di fermarmi. Se non fosse stata la Villimpentese probabilmente l’avrei fatto davvero. Il presidente e il ds però mi hanno convinto». La sliding door della stagione resta quel rigore fallito contro i cremonesi. «Siamo arrabbiati, perché ci è mancata la stoccata nei momenti decisivi. Con quel rigore avremmo avuto la differenza reti necessaria per conquistare la promozione, ma è solo uno dei tanti episodi non sfruttati. Abbiamo infatti sprecato troppo: per 75’ abbiamo giocato in superiorità numerica, pagando a caro prezzo un’ingenuità incredibile». Ciccone non nasconde nemmeno le difficoltà della programmazione. «Arrivare a giocare fino al 7 giugno è complicato. Abbiamo perso appena tre partite in tutta la stagione, siamo arrivati imbattuti fino all’ultima fase eppure potremmo non essere in Prima. Le regole sono queste, ma il calendario andrebbe rivisto». «È stata una stagione difficile: abbiamo perso tragicamente uno di noi, Ciro Prospero: a lui va il nostro pensiero. E l’anno prossimo non avrò più in squadra due amici: Bonizzi chiuderà con noi e Avanzini smetterà, anche se potrebbe restare come collaboratore tecnico. Potrebbero andare via altri due grandi amici come Mariani e Mironi. Ma guardiamo avanti: non ci faremo trovare impreparati». E tra i ricordi più belli una fotografia indelebile: «Il gol all’ultimo secondo contro l’Atletico è stata la gioia calcistica più grande della mia vita, persino più della vittoria di un campionato». Quell’emozione sarà il punto di partenza per una nuova sfida.