Calcio Serie B – Il Mantova spegne 114 candeline… e aspetta di festeggiare

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MANTOVA Ventiquattro marzo 1911: nasce ufficialmente l’Associazione Mantovana del Calcio, presto divenuta Associazione Calcio Mantova (Acm). I fondatori, Ardiccio Modena e Guglielmo Reggiani, forse mai avrebbero potuto immaginare una storia così tormentata per il club: discese ardite e risalite, trionfi e fallimenti, campioni straordinari e ingloriosi scarponi. I primi 114 anni di vita del club di viale Te hanno visto di tutto e di più. E il futuro, come sempre da queste parti, lascia intravedere qualche nuvola minacciosa. Del resto, una società nata all’alba della primavera non poteva che imbattersi in un destino instabile.
Oggi è tempo di spegnere le candeline, come ieri hanno fatto gli ultras festeggiando i 50 anni di fondazione del loro gruppo. Ma la festa, come recitava una meravigliosa vecchia canzone, “appena cominciata è già finita”. Non perchè non ci sia più niente da celebrare. Ma perchè, un minuto dopo l’ultimo brindisi, in casa Acm è d’obbligo riconnettersi subito col presente, prima che sia troppo tardi. Quella Serie B splendidamente conquistata un anno fa, rischia di scivolare via. E invece, per usare le parole del presidente Filippo Piccoli, «va conquistata con le unghie e con i denti». Per evitare l’ennesimo ridimensionamento, un’altra ripartenza dal gradino inferiore con tutte le conseguenze del caso. Ben altro clima si viveva un anno fa, alla ricorrenza del 113esimo compleanno, quando impazzava il countdown alla promozione più clamorosa e inaspettata della storia biancorossa. Magari è da quel clima che bisognerebbe ripartire. O meglio, da quella leggerezza ed entusiasmo che si respiravano ovunque: in città, tra i tifosi, nella squadra, in società. Stati d’animo che, un anno dopo, hanno (comprensibilmente) lasciato spazio alla paura, ai mugugni, allo sconforto. Sappiamo bene che non basta pensare positivo per centrare un traguardo. Ma se non altro può aiutare, specialmente quando i pronostici sono sfavorevoli. Otto partite da giocare sono tante, l’obiettivo è sempre lì, alla portata. E allora buon compleanno Mantova. Con la speranza (o la promessa?) di festeggiare per bene tra un paio di mesi.

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