MANTOVA È uno strano stallo, quello che si sta verificando in casa Mantova. Il riferimento è ovviamente al fronte tecnico, non certo all’attività negli uffici di viale Te. La settimana che è andata in archivio doveva essere quella degli annunci, o comunque di un passo avanti sul futuro del dt Christian Botturi e dell’allenatore Davide Possanzini. Ma non ha portato a nulla. I due erano entrambi presenti e sorridenti alla cena di Corte Peron, insieme al presidente Filippo Piccoli e a tutta la squadra. L’incontro fra i tre è però slittato. Si pensava a questa settimana, invece pare che si vada oltre. Diciamo ai primi di giugno. Insomma c’è bisogno di tempo, il che significa che il quadro non è chiaro e nessuno scenario è da escludere.
Botturi e Possanzini sono sotto contratto, ma evidentemente non basta per trattenerli. Entrambi escono vincitori da due annate memorabili. Grazie a loro il Mantova è ritornato in Serie B e ci è pure rimasto quando i più lo davano spacciato. Cercano nuove sfide, chiedono di essere messi in condizione di puntare in alto, magari non alla Serie A ma ad una stagione da protagonisti. Sono corteggiati da altri club, che questa possibilità sono in grado di offrirla. È naturale e comprensibile che stiano riflettendo. Più che Botturi, l’incertezza sembra riguardare Possanzini, il cui contratto col Mantova si è automaticamente rinnovato con la salvezza e include una clausola di un milione in favore dell’Acm in caso di separazione anticipata. Tra i club che si erano interessati a lui c’è la Sampdoria, che però dovrà quasi sicuramente giocare i play out e al momento non è in grado di pianificare nulla. Altre piazze appetibili: Bari, Palermo, Lecce, Salernitana. Tutte di un certo fascino e bisognose di rilancio, dunque quale miglior stimolo per un tecnico emergente?
Per contro bisogna ricordare che Possanzini ha sempre elogiato pubblicamente il Mantova e la sua dirigenza per la fiducia incondizionata che gli è stata data, anche nei momenti più delicati. Quanto peso avrà questa riconoscenza nella sua scelta finale? Molto è nelle mani di Piccoli, ma anche di Botturi che rispetto al mister sembra più vicino alla conferma e che con Possanzini ha sempre avuto un legame di fiducia e trasparenza. In ogni caso la quadra si fa attendere, segno che il nodo è intricato. Fortunatamente siamo ancora a maggio. Tuttavia, prima arrivano certezze e meglio sarà per tutti.









































