MANTOVA Il ritorno dei grandi eroi della promozione. Proprio così: questo finale di campionato sta riportando alla ribalta la “vecchia guardia” del Mantova, ovvero i giocatori che l’anno scorso rivestirono un ruolo determinante nella cavalcata dell’Acm verso la B. Un dato per tutti: l’undici iniziale schierato contro Sudtirol e Brescia presentava soltanto due “volti nuovi”: Cella e Mancuso. Gli altri erano in panchina o in tribuna. In campo nove undicesimi dello squadrone che stupì l’Italia un anno fa in C. Alcuni di loro, all’esordio tra i cadetti, ne hanno sofferto l’impatto; altri sono stati frenati da acciacchi fisici. Insomma, fino a questo momento, per un motivo o per l’altro, in pochi erano riusciti a ripetersi ai livelli della scorsa stagione. Ora l’apprendistato è finito, e le qualità ammirate in Lega Pro stanno finalmente emergendo anche in Serie B.
Prendiamo Niccolò Radaelli. Pupillo di Botturi fin dalle giovanili dell’Inter, voluto dal dt alla Pro Sesto e poi al Mantova, Radaelli (classe 2003) ha ripagato la fiducia con un’eccellente stagione in C. Il suo problema principale quest’anno sono stati gli infortuni. Una volta ritrovata la condizione (e cambiato colore ai capelli, giusto per voltare pagina), è tornato ad incidere risultando decisivo perfino a livello realizzativo, come dimostrano i due gol pesantissimi contro Sudtirol e Brescia.
Non è da meno Fabrizio Brignani. Tutti ricordano quanto fondamentali siano state le 9 reti segnate dal difensore asolano per conquistare la promozione in B. Anche per lui questo era il primo campionato cadetto, il salto di categoria si è avvertito, aggiungiamoci qualche inciampo fisico e il quadro è presto fatto. Ma in questo finale Brignani è tornato ai suoi standard migliori, sia come difensore che come occasionale goleador (fantastico l’inserimento di testa a Brescia).
Tra i giocatori rilanciati nelle ultime due partite c’è poi Francesco Galuppini, il capocannoniere biancorosso della scorsa stagione. Lui per primo si aspettava di più dalla sua prima esperienza in B. È rimasto spesso ai margini: qualche lampo, un paio di gol (peraltro pesanti), tanta panchina, un po’ di delusione. Possanzini l’ha riproposto dal primo minuto col Sudtitrol e l’attaccante, pur non segnando, è risultato il migliore in campo. Anche a Brescia era partito bene, poi l’errore sul gol degli avversari l’ha forse condizionato. Resta tuttavia un’arma da sfruttare in questo rush finale, e chissà che non sia proprio un suo gol a regalare al Mantova l’agognata salvezza.
L’elenco dei “reduci” della C titolari nelle ultime due gare si completa con gli inamovibili Festa, Trimboli, Burrai, Mensah ed altri due giocatori rilanciati: Bani e Fiori. Il primo ha vissuto un lungo momento di oblio (ultima da titolare a Cittadella il 18 gennaio) prima di rivestire la maglia numero 6 dal primo minuto col Sudtirol. Idem Fiori: nelle 9 gare che hanno preceduto quella col Sudtirol, è partito titolare una sola volta. Possanzini l’ha riproposto con gli altoatesini e poi col Brescia: il gol continua a farsi attendere, ma le prestazioni sono state buone. A proposito di protagonisti dello scorso anno, ci piace infine nominare David Wieser che in B ha trovato molte difficoltà, ma si è riscattato a Brescia da subentrato, con l’assist per il gol di Radaelli al 95’. Una prodezza che può valere la stagione, sua e della squadra. Il Mantova può continuare a contare sul suo usato (di nuovo e più che mai) sicuro.






































