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Calcio Serie B – Mantova, ma quanto è dura la salita. Modesto e Rinaudo si giocano tutto

MANTOVA Due partite non sono sufficienti per misurare il contributo portato alla squadra da un nuovo allenatore. Perlomeno non completamente. Dunque, è ancora presto per valutare il lavoro di Francesco Modesto. Per capire se il Mantova ha fatto bene a lasciare la strada vecchia (leggi: Possanzini) per la nuova, laddove “nuova” non è solo un modo di dire. Già, perchè in viale Te hanno scelto di cambiare tutto quel che è possibile cambiare: filosofia di gioco, metodo e organizzazione del lavoro settimanale, gestione del gruppo (ad ogni livello: mentale, nutrizionale, di abitudini pre e post-partita). Una rivoluzione in piena regola che verrà completata dall’imminente mercato di gennaio, con il ds Leandro Rinaudo impegnato ad assicurare a Modesto giocatori più funzionali al suo calcio. Sul passato un colpo di spugna netto, denso di incognite perchè cambiare così drasticamente a metà stagione comporta inevitabilmente un alto grado di rischio. Di ciò la nuova direzione tecnica biancorossa è pienamente consapevole. Anzi, considera questa rivoluzione imprescindibile per provare a dare una svolta alla stagione.
Come dicevamo, non è ancora il tempo dei giudizi. Anche perchè una delle “carte” più influenti di questa missione (appunto il mercato di gennaio) non è ancora stata giocata. Al momento ci si può affidare a semplici impressioni. Le partite con Empoli e Carrarese hanno fruttato soltanto un punto, qualche segnale confortante e altri meno. Il Mantova è scivolato al penultimo posto in classifica, è la squadra che ha perso più partite (11) e quella che ha segnato di meno (15 reti). Il problema del gol non è stato risolto, anzi con Modesto i biancorossi non hanno mai segnato. Colossale l’errore di Mancuso a Carrara; Fiori non ha sfruttato l’occasione di essere tornato titolare dopo tanto tempo; Ruocco non incide come un mese fa; Bonfanti è infortunato, Caprini idem; Bragantini è reduce da lunga assenza; Marras fatica a trovare spazio; Galuppini è ormai fuori dal gruppo. Di buono, per contro, c’è la tenuta difensiva: con l’Empoli il Mantova ha preso gol su una palla persa (può capitare), mentre con la Carrarese la porta è rimasta inviolata (anche grazie agli interventi di Festa). In entrambe le gare è piaciuto l’impegno, la voglia di calarsi presto nelle idee di Modesto, la capacità di soffrire nella fasi più critiche della partita. Tanto, tantissimo resta da fare per completare la risalita. Non è nemmeno detto ci si riesca: ogni decisione, ogni mossa andrà attentamente ponderata. Ma pensare positivo è un obbligo. Se non altro perchè ci sono ancora 20 partite da giocare.