MANTOVA Sicuramente una delle liete sorprese di questo precampionato del Mantova: Darrel Emoshogue Agbugui, terzino fludificante sinistro classe 2001, italo-nigeriano nanella vicina Isola della Scala, ha già mostrato buone doti di spinta nei test probanti contro Brescia e Modena. Una “freccia” in più all’arco di mister Maurizio Lauro. Prodotto del vivaio dell’Hellas, è alla sua prima stagione tra i professionisti.
«Qui a Mantova mi sto trovando bene – dice l’esterno -, i compagni mi stanno aiutando molto a integrarmi nel gruppo. I più esperti danno una mano a noi giovani, alla prima esperienza. Sto legando specialmente con i giovani, miei coetanei, com’è normale che sia. Anche mister Lauro ci ha messo da subito a nostro agio, è un allenatore che ha un’idea di gioco che si sposa con le mie caratteristiche. Mi piace andare all’attacco sul fondo e magari fornire l’ultimo assist ai compagni. Però sono cosciente di dover crescere e imparare ancora molto: tra le cose che devo migliorare, c’è sicuramente la fase difensiva».
E mister Lauro, da navigato ex difensore ad alti livelli, sicuramente potrà insegnargli qualche trucco del mestiere.
Nuova esperienza tra i “pro” da calciatore, nuova esperienza di vita per il giovane, che sta conoscendo meglio la città: «Avendo sempre vissuto nel Veronese, a Mantova ero già stato in passato. Ora, abitando qui, inizio a conoscerne bene ogni aspetto: mi piace il centro. Mi auguro di avere un buon rapporto con i tifosi, il primo impatto direi che è stato positivo».
I supporter torneranno presto in gran numero al Martelli, situazione Covid permettendo. Uno stadio importante come quello virgiliano non fa però paura al giovane dell’Aciemme, che pur essendo un “rookie” nel professionismo, dimostra di avere le idee chiare: «Giocare nel Mantova è una grande responsabilità – sottolinea -, ma non mi spaventa. Spero che i tifosi vengano a seguirci in tanti e ci diano la carica. Abbiamo bisogno del loro calore».
Sul Mantova e sulla serie C ha chiesto consiglio all’amico Lucas, che proprio nella scorsa stagione ha militato in biancorosso: «Mi ha dato tante dritte utili: la terza serie è un campionato fisico e molto intenso per tutti i 90’ di gioco, come del resto lo sono gli allenamenti» molto differenti rispetto a quelli della Primavera. «Se calavi un po’ la tensione, nelle giovanili, il mister magari chiudeva un occhio. Ora non si può minimamente sgarrare – conclude Darrel -, c’è bisogno di concentrazione costante». (l)