Viadana E’ uno dei tanti volti nuovi di casa Viadana. Matteo Salmoiraghi si presenta al mondo giallonero attraverso le sue parole. Seconda linea classe 2005, nato a Tucumán, arriva dal Lince Rugby Club, società nella quale è cresciuto e con cui ha maturato le prime esperienze con la prima squadra. I suoi 194 centimetri e 116 chilogrammi ne fanno un giocatore dalla struttura importante, chiamato a dare fisicità al reparto e, soprattutto, a vivere una nuova esperienza in un rugby diverso da quello argentino. Per Salmoiraghi, quella in giallonero è una sfida di crescita dentro e fuori dal campo.
Matteo, come è iniziato il tuo rapporto con il rugby e quale percorso hai seguito in Argentina?
«Ho iniziato a giocare a rugby da bambino in Argentina, al Lince Rugby Club di Tucumán. Sono cresciuto lì come giocatore e come persona. Negli ultimi anni ho avuto la possibilità di giocare con la prima squadra e di fare esperienze importanti che mi hanno aiutato molto nella mia crescita. Adesso venire in Italia e giocare a Viadana rappresenta per me un nuovo passo nella mia carriera».
Conoscevi già il Rugby Viadana? E come è nata la possibilità di arrivare in Italia?
«Sì, conoscevo già il Viadana e sapevo che è un club importante e con molta storia nel rugby italiano. Quando è nata questa possibilità ho sentito diverse persone che mi hanno parlato molto bene del club, del livello della squadra e soprattutto dell’ambiente. Per questo mi sono convinto che poteva essere il club giusto per continuare a crescere».
Quali sono state le tue prime impressioni da quando sei arrivato a Viadana?
«Fin qui mi è piaciuto molto il modo in cui sono stato accolto. I compagni, lo staff e tutte le persone del club mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Mi piace anche molto la professionalità con cui si lavora ogni giorno e il livello degli allenamenti».
Che tipo di giocatore sei e quali sono le caratteristiche sulle quali punti maggiormente?
«Penso che i miei punti di forza siano soprattutto le fasi statiche e il punto d’incontro, in particolare nella fase difensiva. Mi piace molto il lavoro fisico e il confronto diretto. Voglio sfruttare questa opportunità a Viadana anche per migliorare la mia mobilità nel gioco aperto e diventare un giocatore sempre più completo».
Arrivi in Italia molto giovane: cosa ti aspetti da questa nuova esperienza, anche dal punto di vista personale?
«Mi aspetto di crescere molto, sia come giocatore sia come persona, e di godermi questa esperienza. È una novità per me, lontano da casa e in un rugby diverso da quello argentino. Voglio imparare il più possibile, adattarmi rapidamente e dare il mio contributo alla squadra».
Fuori dal campo, invece, come trascorri il tuo tempo? Quali sono le tue passioni?
«Quello che mi piace di più è cucinare e guardare il rugby. Mi piace anche allenarmi, stare con gli amici e con la famiglia quando posso. Mi interessa molto tutto quello che riguarda la preparazione fisica, la nutrizione e il miglioramento delle prestazioni sportive. Mi piace anche viaggiare e conoscere nuovi posti e nuove culture».
Hai trovato un gruppo che negli ultimi anni ha costruito la propria forza anche sulla compattezza. Qual è stata la tua impressione entrando nello spogliatoio?
«Da quando sono arrivato ho notato subito che il gruppo è molto unito sotto tutti gli aspetti. Sono stato accolto nel migliore dei modi, sia dai giocatori più esperti sia dai più giovani, in maniera eccezionale. Siamo anche un gruppo numeroso di nuovi giocatori e si percepisce una bella sinergia positiva, con tanta voglia di lavorare e di costruire una grande squadra».
Quali sono allora gli obiettivi che vi siete posti come squadra e quali sono, invece, quelli personali per questa stagione?
«L’obiettivo della squadra è creare prima di tutto un grande gruppo e, partendo da questo, costruire una squadra forte e competitiva, difficile da battere e capace di arrivare il più lontano possibile. A livello personale, il mio obiettivo principale è godermi al massimo questa grande esperienza, dare tutto in ogni allenamento e, una volta iniziato il campionato, riuscire a conquistarmi un posto in squadra. Voglio dare il massimo per questo e contribuire alla squadra nel miglior modo possibile». (AleS)






























