Dal nulla al Big Bang: il vuoto come origine

“Benvenuti. Sapete che mi occupo di cose strane, di particelle, quindi non sono normale. Ma anche voi secondo me che venite di giovedì sera e persino pagate per ascoltare una lezione sul vuoto… Beh, fossi in voi farei mente locale!”. Esordisce scherzando il fisico Guido Tonelli, uno dei protagonisti della scoperta del bosone di Higgs al CERN di Ginevra e che a Palazzo San Sebastiano ha offerto una lectio magistralis dedicata al vuoto. Dal titolo “Mezzo pieno mezzo vuoto”, la serata ha visto focalizzare l’attenzione dei presenti sulla visione negativa che ha sempre avuto il vuoto in Occidentale. “Sfido chiunque a trovare una frase comune in cui la parola vuoto abbia un’accezione positiva. Non esiste. Bisogna fare un esercizio di depurazione e togliere la nebbia che ci impedisce di vedere il vuoto. Chi invece ha alle spalle il pensiero orientale zen, ha del vuoto una concezione in cui la parte positiva è presente. Se immagino una brocca focalizzo la sua forma. Ecco il pensiero orientale la vede insieme allo spazio che l’oggetto racchiude, quindi visualizza la funzione della terracotta. Noi invece tendiamo a non vederlo”. Tante le teorie ripercorse da Tonelli attraverso la storia del mondo: da Aristotele per cui la natura aborriva il vuoto a Democrito che con il pensiero logico ha compreso che la mancanza di materia è la condizione stessa dell’esistenza degli atomi. Newton il vuoto lo immaginava come uno spazio assoluto e immobile, mentre Einstein ne ha smentito l’esistenza dando vita alla teoria della relatività. Con l’arrivo della meccanica quantistica parte poi una nuova rivoluzione: il vuoto ora non è concepibile come nulla, ma deve considerarsi uno stato brulicante di energia che viene attraversato da fluttuazioni incessanti da cui tutto può nascere. Oggi sappiamo che il vuoto è il vero protagonista della storia cosmica: da esso è scaturito il Big Bang ed è nel vuoto che si nascondono le forze che regolano l’universo. L’autore di “L’eleganza del vuoto. Di cosa è fatto l’universo” pubblicato da Feltrinelli ha condotto il pubblico alla scoperta di un fenomeno misterioso e affascinante, per cercare di comprendere perché parafrasando Shakespeare “l’essere è il non essere”.

Valentina Venturi