Immigrazione, Ong, il woke e l’Unione europea i bersagli di Pontida 2026. In mezzo tanto altro: sicurezza, autonomia da portare a casa, pensioni e infrastrutture. “Non passa lo straniero” lo slogan scelto per lo storico raduno sul “sacro suolo” padano che richiama la battaglia del Piave. Tanta era la curiosità per l’intervento del segretario federale Matteo Salvini, messo in discussione da una parte minoritaria del partito, soprattutto alla luce dei sondaggi che danno voti in uscita verso il partito di Vannacci, mentre un’altra percentuale importante era già stata erosa da Fratelli d’Italia, a riprova di un elettorato fluttuante e talvolta impulsivo come da atavica abitudine italica. Eppure le proposte della Lega restano centrali e fra le più “gradite” nell’alveo del centrodestra. I cinque minuti di applausi al Capitano hanno allontanato i dubbi: la sua leadership resta salda. «La Lega vince se è forte e unita da Nord a Sud», ha ribadito Salvini. «È un’emozione vedere le bandiere di tutte le Regioni». Poi la dichiarazione che ha spiazzato tutti: «Domani (oggi per chi legge, ndr) convocherò il consiglio federale e proporrò per ottobre un congresso straordinario della Lega, per decidere insieme e marciare compatti». Ma Salvini avverte anche chi, dopo tale appuntamento, dovesse alimentare nuove tensioni: «La prima voce fuori posto non farà un torto al sottoscritto ma danneggerà il lavoro di decine di migliaia di militanti in tutta Italia, facendo regali alla sinistra pro-invasione. Non possiamo permetterlo». Reazioni positive da parte dei vertici mantovani. «Salvini era stato confermato segretario appena un anno e mezzo fa e ha scelto comunque di riaprire il confronto congressuale: una scelta coraggiosa e inappuntabile. Resto convinto che quando ci sono posizioni diverse all’interno di un partito sarebbe opportuno confrontarsi nelle sedi opportune, guardandosi in faccia e non andando sulla stampa. Mai come in questo momento – commenta il deputato Andrea Dara – è essenziale lavorare di squadra». «Ma Pontida – segnala il consigliere regionale Alessandra Cappellari – non è stata soltanto una risposta alle polemiche. Dal palco sono arrivate soprattutto proposte politiche concrete da portare al tavolo del Governo: dalle pensioni alla richiesta di più militari nelle città per rafforzare la sicurezza, insieme ad altri temi che entreranno nel confronto dei prossimi mesi e nella costruzione del programma con cui la Lega si presenterà alle prossime elezioni politiche». Anche il segretario provinciale Antonio Carra si appella all’unità respingendo le polemiche delle ultime settimane: «La presenza massiccia di militanti e simpatizzanti (170 tra pullman e mezzi propri, ndr) ci rende orgogliosi perché testimonia la vitalità della Lega mantovana e il riconoscimento del lavoro portato avanti in questi cinque anni sul territorio. Un impegno quotidiano, fatto di ascolto, presenza e attenzione alle esigenze delle nostre comunità, che comunque intendiamo rafforzare, forti della bontà delle nostre proposte». Infine, nel giorno che sarebbe stato quello dell’85° compleanno dello storico leader Umberto Bossi, un ulivo è stato piantato nel giardino accanto al prato di Pontida. «Bossi e Maroni, il sogno continua», si legge su uno striscioni. Ma per alimentarlo servono serenità e compattezza.
Matteo Vincenzi




























