MANTOVA C’è chi vuole emergere e chi prova a ri-emergere. È una costante nelle strategie di mercato di Christian Botturi, e si sta ripetendo quest’anno. Il direttore tecnico del Mantova, nelle sue campagne acquisti, ha sempre cercato (vuoi per scelta, vuoi per necessità) di evitare giocatori che fossero “sulla cresta dell’onda”. Ovvero sotto i riflettori e magari reduci da stagioni esaltanti nella categoria di riferimento. Meglio scovare giovani sconosciuti nelle serie inferiori, come fu a suo tempo per Fiori: una scommessa vinta, almeno in C. Oppure campioni affermati sì, ma in cerca di rilancio, come la scorsa estate Mancuso: anche in questo caso, con buoni risultati.
I cinque acquisti finora portati a casa da Botturi non sfuggono a questa regola: tre ragazzi che si sono messi in luce in Serie C ma che poco o nulla hanno avuto a che fare con la B, dunque si presume caricati a mille; e tre “vecchie volpi” che hanno già frequentato le massime categorie e cercano l’opportunità giusta per tornare ai fasti di un tempo.
Alla prima schiera appartengono Alessio Castellini, Tommaso Pittino e Tommaso Marras. Castellini, difensore classe 2003, ha vinto la D col Catania (di cui è stato capitano), si è distinto in C ed ha pure assaggiato la B pochi mesi fa (3 presenze col Pisa). Sulla carta è pronto per il salto di qualità e il Mantova gli sta offrendo l’occasione ideale. Nota a margine: Botturi l’ha visto crescere nel Brescia, quindi garantisce per lui. Pittino, anch’egli difensore ma di due anni più giovane (2005), mette sul piatto una stagione in C tra Sestri Levante e Lumezzane dove si è distinto per continuità di presenze e rendimento. La voglia di mettersi alla prova in B dovrebbe essere superiore a qualsiasi timore. Quanto a Marras, eclettico attaccante classe 2004, è un profilo che ricorda il Ruocco della scorsa estate: giovane interessante reduce da una brillante stagione in C (Ruocco nella Torres, lui nel Caldiero) e teoricamente pronto al grande salto. È chiaro che per questi giovani è l’aspetto motivazionale che deve fare la differenza, ovvero la voglia di crescere per dimostrare di essere degni della Serie B.
Vale il discorso opposto per Majer e Falletti (entrambi del 1992), che di avere i numeri giusti l’hanno dimostrato in carriera ma necessitano ora di un rilancio. Majer è stato un punto di forza del Lecce e poi della Reggina, con 30 presenze in A e 150 in B: palcoscenici importanti e piazze calde. Ha avuto meno spazio alla Cremonese, ma quando è stato chiamato in causa non ha deluso: insomma, è tutto fuorchè un giocatore sul viale del tramonto. Discorso simile per Falletti: il trequartista uruguagio ha fatto le fortune della Ternana riportandola in B a suon di gol; ha assaggiato la A con il Bologna, si è distinto tra i cadetti col Palermo. Poteva invece andare meglio a Bari, nella scorsa stagione. Ed è da lì che Falletti ripartirà per la sua esperienza mantovana, con spirito di rivalsa e tanta voglia di riscattarsi.
Vedremo quali altre sorprese riserverà il mercato in entrata del Mantova. Di sicuro c’è voglia di stupire. Ma non con nomi stile “top player”, bensì sul campo.








































