MANTOVA – Il fine settimana del Fai, – Delegazione di Mantova – si apre con la mostra “Cuori del Tgrai”, domani all’Antica Edicola dei Giornali di Piazza Canossa. Era un nome che suonava come quello di un ghetto, un nome che gli abitanti di Te Brunetti trasformarono in un richiamo di appartenenza e di orgoglio. Il Tigrai quartiere di povera gente, ai margini della città, fatto di casette piccole e in gran parte malsane, ma esaltato dalla propaganda fascista. Conclusa nel 1938 la sua costruzione, con le casette definite “popolarissime, gaie e simpatiche” dalla stampa locale, il Tigrai è cresciuto e si è trasformato negli anni, insieme alle sue famiglie numerose, alle sue battaglie e al suo orgoglio. Ma il nome con il quale la zona è conosciuta è rimasto quello con cui la battezzò un reduce dall’Etiopia che di fronte a quelle costruzioni sbottò dicendo: “Ma queste sembrano proprio le capanne del Tigrai”. Agli anni delle origini di questo quartiere è dedicata la mostra “Cuori del Tigrai”, che sarà inaugurata domani alle 17 all’Antica Edicola dei Giornali del Fondo per l’Ambiente Italiano di piazza Canossa a Mantova. Una successione di fotografie e di storie che riportano ad anni lontani, a quegli edifici poveri e ripetitivi, ma anche a persone che lottavano per costruire il loro futuro. Frutto delle ricerche di un “Cuore del Tigrai ”, a cura di Mario Sassi, la mostra è stata realizzata in collaborazione con la Delegazione Fai di Mantova. Si passa dall’asilo al centro ricreativo, dal pugile che mangiava troppo poco per poter vincere sul ring al piccolo fantino (Carlin d’la Madura), fino alla spedizione al teatro Sociale quando le casette finirono sott’acqua per un allagamento. La mostra resterà aperta fino a mercoledì 18 giugno.






























