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MantovaMusica. “Aspettando Beethoven”: successo per il doppio evento a Palazzo Te

Due concerti, trentasette musicisti e un unico protagonista: Ludwig van Beethoven. Così la stagione concertistica di MantovaMusica è entrata nel vivo della sua rassegna “Aspettando Beethoven”, percorso di avvicinamento al bicentenario beethoveniano del 2027 che venerdì sera a Palazzo Te ha vissuto uno dei suoi momenti più suggestivi. Un’immersione totale nell’evoluzione creativa del genio di Bonn che è iniziata nel tardo pomeriggio in Sala dei Cavalli con l’esibizione del Nuovo Trio Italiano d’Archi, compagine d’eccellenza formata da Alessandro Milani, violino, Luca Ranieri, viola e Gabriele Geminiani, violoncello, che ha offerto un appassionante approccio alla produzione giovanile di Ludwig van Beethoven (1770-1827). L’attenzione del Trio si è focalizzata su due lavori simili, per l’organico d’archi ma diversi per concezione: la Serenata in re magg. op. 8 e il Trio in do minore, op. 9 n. 3, il cui confronto ha evidenziato i tratti della rapida evoluzione stilistica di Beethoven. Anche se solo un paio d’anni separano le due opere, appare chiaro come il percorso viennese di fine ‘700 del giovane talento di Bonn abbia prodotto una veloce maturazione nella forma di scrittura. Da un lato si è potuto cogliere il profilo brillante, leggero e salottiero della Serenata op. 8 in cui Beethoven profonde la sua ricchezza di ispirazione e vitalità, il desiderio di dimostrare e stupire mantenendosi in linea con i gusti dell’epoca. Netto il contrasto messo in luce dalla pregevole interpretazione del Trio op. 9, opera di ben altro spessore emotivo che indica già gli elementi caratteristici del romanticismo beethoveniano attraverso lo sviluppo di temi contrastanti, il dosaggio raffinato delle modulazioni e l’equilibrio tra le caratteristiche tecniche e timbriche dei tre strumenti. Sull’eco dei calorosi applausi per la brillante esibizione del Nuovo Trio Italiano d’Archi, la serata è proseguita, dopo un momento di pausa e relax, con il trasferimento alla Loggia di Davide. Il programma, introdotto anche qui dal divulgatore Marco Pedrazzi, ha proposto un’interessante selezione di “Volkslieder & Scottish Songs”, raccolta di canti popolari di vari stati rielaborati da Beethoven negli anni della maturità su richiesta dell’editore George Thomson di Edimburgo. Un lavoro di accurata revisione, soprattutto armonica, su melodie folcloristiche della tradizione europea con una dettagliata attenzione alla salvaguardia della semplicità del materiale musicale e alla necessità di renderlo adatto a esecutori dilettanti, filtrato del tocco geniale di Beethoven. Apprezzato interprete di questa piacevole sintesi di spontaneità lirica e raffinata rilettura è stato il Coro da camera Ricercare Ensemble, guidato dal maestro Romano Adami, con la partecipazione del soprano Chiara Lasagna e del tenore Michele Concato, in dialogo strumentale con Federico Guglielmo al violino, Gregorio Buti al violoncello e Stefano Giavazzi al pianoforte. Estesi, meritati applausi hanno sottolineato il successo dei protagonisti e dell’evento.  (gmp)