MANTOVA – Concessioni scadute, mancati accordi sulle buonuscite, inghippi burocratici e richieste contrattuali troppo alte: uno o più di questi fattori stanno mettendo a rischio alcuni dei punti di ristoro estivi più caratteristici delle estati mantovane, ossia i chioschi, che a caldo imperante e crescente, risultano a tutt’oggi chiusi e di incerta apertura. O almeno tali si rivelano nella stagione in corso.
Da mesi sulla porta del chiosco “Viola” di via Matteotti con affaccio di plateatico su via Pescheria un cartello annuncia una prossima apertura. Praticamente, da prima che si aprisse l’estate, e la prospettiva di consumare frappè, gelati e fette d’anguria sui tavolini di quello che forse è il più storico chiosco del centro cittadino si fa sempre meno credibile, nonostante voci dal Comune lascino intendere trattative in corso. Trattative che comunque, alla data odierna, facciano ragionevolmente ipotizzare che le cose non trovino soluzione se non a ridosso dell’autunno.
Diverso invece, sia pure con lo stesso esito di chiusura, il punto di ritrovo davanti al Castello di San Giorgio: il “Papa’s Cafè” sulla riva del lago di Mezzo. La concessione per questo storico chiosco rimane in sospeso, dopo la morte del precedente gestore. Qui il tema si sposta sul versante delle procedure, dal momento che titolare dell’area è il Demanio dello Stato, che però si appoggia per le manifestazioni di interesse sulla competenza territoriale della Regione. Ad oggi non risulta che il Pirellone abbia aperto una procedura di gara, e il risultato è lo stesso: il chiosco è chiuso, e ben difficilmente aprirà in tempo utile per quest’estate.
Ove però si lasciano porte aperte alla speranza di aperture per queste due strutture di ristoro, svanisce del tutto l’ipotesi di un’attività nel chiosco di Lunetta, ormai destinato dal sindaco Andrea Murari a futura sede territoriale decentrata della Polizia locale a servizio della periferia nord della città. A farne le veci dovrebbe essere il futuristico “Centro Artoni”, realizzato con i fondi europei del Pnrr, che però non ha trovato riscontri nelle manifestazioni di interesse bandite da via Roma. Anch’esso, convertito in centro di aggregazione per le famiglie, al momento è gestito dallo stesso Comune, ma con aperture contingentate a giorni alterni. Inutile dirlo, con grave detrimento dei servizi offerti al quartiere.
Ma se Lunetta resta sguarnita, non altrettanto può dirsi per il chiosco di Colle Aperto, anch’esso di recentissima realizzazione da parte dell’ente. E almeno qui il ristoro è garantito. Dopo svariati mesi di attesa il chiosco è stato finalmente messo in condizione di entrare in attività con un’offerta adeguata e un plateatico apprezzato dai residenti di questo quartiere, che si dà utile anche per quelli della vicina Cittadella e di Ponte Rosso.




























