MANTOVA – Con un’ampia riflessione sulla capacità del linguaggio musicale di intessere relazioni universali e senza tempo, venerdì sera alla Loggia di Davide di Palazzo Te ha preso il via il progetto “Inventare la musica” di MantovaMusica.Eterotopie, prodotto in collaborazione con la Fondazione Palazzo Te. Primo degli otto appuntamenti della rassegna che ha l’obiettivo di indagare il rapporto tra natura e musica partendo da una dimensione d’ascolto delle passioni umane. “Sublimi passioni” era il titolo dell’evento di cui sono stati protagonisti i componenti dell’Icarus Ensemble con il cantante Giacomo Pieracci, per la direzione di Tommaso Ussardi, e coerentemente il programma della serata ha offerto una visione dei moti sentimentali umani che nella musica trovano un’impareggiabile forza evocativa. Un percorso avvincente, declinato fra tradizione, riscrittura e contemporaneità, aperto dal Quaderno di traduzioni, cinque brani costruiti da Gabrio Taglietti (1955) sui temi medievali del Libre Vermeil de Montserrat. Un lavoro di cesello capace di creare una raffinata cornice sonora attorno alla freschezza di questa musica che a distanza di oltre sei secoli sa ancora comunicare ed emozionare. Con una selezione dal ciclo liederistico Dichterliebe op. 48 per voce e pianoforte di Robert Schumann (1810-1856) l’espressione di stati emotivi ha mostrato il suo profilo classico, accuratamente interpretato da Leonardo Zunica e Giacomo Pieracci. Ulteriore quadro espressivo di appassionata sensibilità e testimonianza di evoluzione del linguaggio compositivo, la successiva esecuzione di Elégie per corno e pianoforte di Francis Poulenc (1899-1963) a cui ha fatto seguito la prima esecuzione assoluta dell’opera di Mauro Montalbetti (1969) Madrigali della rosa o del sentiero per baritono ed ensemble. Una affascinante sequenza di quattro brani su testi del poeta Fabio Pusterla in cui si integrano antiche tracce e nuove dinamiche sonore creando una intensa tessitura di effetti ed emozioni. A completare il programma dell’evento, la vibrante interpretazione del sestetto Tria ex uno, elaborazione di G. F. Haas (1953) dell’Agnus Dei di Josquin Desprez, opera in cui i procedimenti costruttivi del quadro sonoro infondono all’ispirazione originale una profonda intensità passionale. Una serata di raffinato richiamo alla bellezza e all’eterna attualità del linguaggio musicale, dunque, salutata dalla calorosa approvazione del pubblico per i pregevoli interpreti, estesa a Mauro Montalbetti, presente al concerto.




























