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Ciclismo – Il Tour senza Vingegaard. Affini: “Ora avrò più spazio, ma prima viene sempre la squadra”

Edoardo Affini

Parigi Il Tour de France riparte oggi dopo il giorno di riposo con la sedicesima tappa, una cronometro individuale di 26,1 chilometri da Évian-les-Bains a Thonon-les-Bains. Un appuntamento che arriva dopo il duro colpo incassato dalla Visma Lease a Bike, costretta a rinunciare al proprio capitano Jonas Vingegaard, caduto nella tappa di domenica e rientrato in patria per sottoporsi all’intervento chirurgico dopo la frattura alla clavicola. La squadra olandese dovrà ora ridisegnare le proprie strategie e tra gli uomini chiamati a un ruolo importante c’è anche il mantovano Edoardo Affini, che ha superato i problemi fisici accusati dopo la caduta nella cronometro dei Campionati Italiani.
Edoardo, prima di tutto come stai dopo le difficoltà delle ultime settimane?
«Sto bene e sento che miglioro giorno dopo giorno. Non nascondo che questo Tour sia davvero molto impegnativo, ma finora sono riuscito a svolgere senza troppi affanni i compiti che mi sono stati affidati dalla squadra».
L’infortunio di Vingegaard cambia i programmi della Visma…
«Purtroppo l’uscita di scena di Jonas non ci voleva. Ora i tecnici dovranno rivedere il progetto iniziale per affrontare l’ultima settimana del Tour, che sarà molto dura. Credo però che l’obiettivo possa diventare quello di cercare un successo di tappa. Per quanto mi riguarda non penso cambi molto».
Con Vingegaard fuori, cambieranno anche le gerarchie interne?
«Non penso che verranno completamente modificate, anche perché non abbiamo un corridore che possa puntare al podio della classifica generale. Sicuramente un riferimento potrebbe essere Davide Piganzoli, che è stato promosso a capitano, ma sarà lo staff tecnico a decidere le strategie per i prossimi giorni».
Con maggiore libertà per gli altri corridori può crescere anche la possibilità di cercare un risultato personale?
«È possibile che ci siano più occasioni, soprattutto nelle tappe adatte alle fughe. Però il nostro spirito non cambia: siamo una squadra e ognuno deve interpretare il proprio ruolo nel modo migliore. Prima viene sempre il gruppo».
La cronometro odierna può diventare un’occasione per puntare al podio?
«Sinceramente non credo. Il percorso è molto impegnativo, soprattutto nei primi dieci chilometri, che sono davvero duri. Affronterò la prova con il solito impegno, cercando di dare il massimo, ma senza sprecare energie che potrebbero servire al lavoro della squadra».
Per Affini e la Visma si apre dunque una nuova fase della Grande Boucle: senza il loro leader designato, ma con la possibilità di inseguire nuovi obiettivi. TorpEdo resta concentrato sul compito di sempre: garantire il massimo alla squadra, senza però chiudere la porta a eventuali occasioni personali.