Mantova Il mito è il metodo attraverso il quale per secoli sono stati tramandati fatti, misfatti, valori e regole. Ad oggi è probabilmente mutato l’approccio ma la trasmissione tramite qualcosa di cui non si ha un riscontro oggettivo è rimasta. Nella meravigliosa cornice della Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Nadeesha Uyangoda e Carmen Gallo hanno affrontato questi temi e non solo. Il Festivaletetratura ha sempre dato spazio ad ogni genere letterario come ad ogni aspetto della quotidianità all’interno delle opere. Quest’anno, nella sua trentesima edizione, non ha fatto eccezione. La poetessa campana ha esplorato il mito di Filomela e Procne, portandone alla luce la crudezza e la violenza. Si tratta della tragica storia di queste due sorelle, caratterizzata da inganno violenza e vendetta. La poesia ha la capacità di colpire l’animo umano in maniera più diretta, anche se più velata, rispetto alla prosa che talvolta richiede vari giri di parole per arrivare al punto. Tuttavia, la stessa ha raccontato di aver scelto di non fare ricorso ai versi per mettere nero su bianco l’atto più crudo. Ci sono eventi specifici che non possono essere resi attraverso la nobile arte della poesia. Qui viene riportata tuttavia a galla una compassione inesistente nel testo originale di Ovidio. È alquanto chiara anche l’intenzione di voler andare avanti ed al contempo vivere nel presente pur rimanendo bloccati nel passato. Vengono quindi esplorati gli aspetti più oscuri dei rapporti interpersonali con un occhio contemporaneo. Determinate dinamiche non cambiano con il passare del tempo riveder un mito con una nuova chiave permette di continuare ad interrogarsi sul significato di violenza. Non solo nei gesti più plateali ma anche nelle azioni più comuni. Si rende necessario riconoscere chi è la vittima e chi il carnefice ed attuare. Tuttavia, la scrittrice ha scelto di concludere la sua opera con una poesia che lasci un monito di speranza. Per quanto, ciò che si è verificato sia grave, la capacità di saper comunicare e tramandare lascia spazio ad un minimo di fiducia verso l’avvenire e di superamento rispetto al trauma subito.





























