Mantova La stesura di un romanzo giallo è un esercizio di scrittura che va oltre alla scoperta di un assassino oppure del delitto avvenuto. L’indagine è spesso un espediente per scavare nel passato delle vittime.
Spesso il movente non si annida nelle ultime azioni di chi è stato ucciso ma più probabilmente in quelle passate. In tal senso, risultano fondamentali i luoghi, i profumi ed i contatti della stessa.
Ad aver reso l’ambientazione un vero e proprio protagonista dei propri romanzi sono Cristina Cassar Scalia e Valentina Fornelli.
Due continenti diversi ma altrettanti punti in comune. Le due si sono ritrovate a confrontarsi al Festivaletteratura sul tema, magistralmente mediate da Luigi Caracciolo, ex poliziotto che ha vissuto sul campo tutte le dinamiche investigative.
Quest’ultimo, oltre a portare la sua esperienza nel panel, ha catturato l’attenzione degli spettatori.
Uno dei passaggi fondamentali è costituita dalla scelta dei personaggi. Non è detto che siano reali, ma la loro verosimiglianza e attitudine al contesto li rende perfetti.
Nel suo ultimo lavoro “Le Terme dell’Indirizzo” ritorna l’amata vicequestore Vanina Guarrasi, da poco arrivata anche sul piccolo schermo, torna ad indagare a Catania. Qui si respira la Sicilia in ogni sua sfaccettatura e questa donna che prima di occupava di crimine organizzato è così affascinante perché pur occupandosi di crimini minori, non smette di stupirsi sia in negativo che in positivo.
Inoltre, approda sempre ad un nuovo caso mettendo in un angolo il suo passato che però in qualche modo torna.
Diverso tuttavia l’approccio che è possibile riscontrare ne “La Costellazione del Pesce”. Qui ci si trova in Algeria e la protagonista è l’investigatrice privata Carla Berio. L’idea di ambientare il suo romanzo in quella parte dell’Africa parte dalla sua formazione ovvero la laurea in Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa. L’Algeria è un paese del quale si parla poco eppure l’Italia ne è legata a doppio filo a seguito di serrati e consistenti rapporti commerciali.
Ad Algeri, come in buona parte delle ex colonie europee africane, c’è una commistione di lingue e di culture. Non a caso, uno dei maggiori problemi del periodo postcoloniale è stata la scelta della lingua per la scolarizzazione.
Qui la spy story si unisci al genere noir, culminando in un racconto sfaccettato e multisensoriale. Ruolo fondamentale lo ha il cibo. Caratterizza ed è un modo per raccontare anche il tempo che passa.
Determinati piatti riportano a galla alcuni ricordi che possono sembrare dispersi ma in realtà sono solo chiusi in un cassetto della memoria.
Le specialità siciliane sono famose in tutto il mondo ed anche in questo caso identificano un forte senso di appartenenza alla propria regione di appartenenza.
Si tratta di un vezzo culturale, il cui esempio più famoso è riconducibile a Proust.A tavola entrambe le protagoniste troverebbero un punto di incontro, altrimenti difficilmente raggiungibile.
Le tipicità algerine permettono nel corso del libro permettono di aprire delle porte verso la cultura e lo stile di vita del luogo raccontato.
Questa scelta probabilmente rappresenta in un certo qual modo i desideri dello scrittore ed i momenti di convivialità sono funzionali nei gialli per alleggerire i fatti raccontati e si tende spesso a farlo anche involontariamente.
Se così non fosse, il tutto diventerebbe estremamente denso e porterebbe il lettore a focalizzarsi effettivamente sull’efferatezza del fatto avvenuto piuttosto che sui dettagli talvolta determinanti.





























