MANTOVA — Nuove tensioni a Festivaletteratura nella giornata di giovedì 10 settembre 2026. Il collettivo antispecista No Food No Science ha interrotto l’evento “Prossima fermata Lambrate” che vedeva protagonista lo scrittore Gino Marchitelli. L’obiettivo dell’azione era chiedere all’autore una presa di posizione netta contro i principali finanziatori della kermesse legati al mondo zootecnico e fossile: Levoni, Grana Padano, Latterie Virgilio, Confagricoltura ed Eni.
La protesta si è sviluppata in due momenti consecutivi all’interno del tendone. Inizialmente, una donna si è avvicinata al palco chiedendo a Marchitelli di esporre un manifesto di contestazione contro gli sponsor. Lo scrittore ha lasciato parlare l’attivista e ha accettato di mostrare il poster, esprimendo parole di condanna verso Eni e apertura verso le critiche all’industria della carne e dei formaggi. L’esposizione del cartellone è stata tuttavia impedita dal tempestivo intervento delle forze dell’ordine, che hanno sequestrato il manifesto prima che l’autore potesse mostrarlo al pubblico.
Subito dopo, un secondo attivista ha raggiunto il palco per dare continuità al messaggio, ponendo l’accento sull’impatto ambientale dell’industria lattiero-casearia e ribadendo la richiesta formale del collettivo: l’adozione da parte di Festivaletteratura di un protocollo etico per ridefinire le proprie politiche di sponsorizzazione. Dopo un iniziale momento di freddezza, il pubblico in sala ha espresso applausi e consenso nei confronti delle motivazioni illustrate. Entrambi i contestatori sono stati accompagnati all’esterno dalle forze dell’ordine; per uno di loro è scattata la denuncia per la violazione di un foglio di via dalla città di Mantova.
Il nodo dei finanziamenti e le accuse di “Greenwashing”
Al centro della mobilitazione di No Food No Science vi è la denuncia di una precisa strategia industriale: l’utilizzo di manifestazioni culturali, scientifiche e sportive da parte del settore zootecnico per ottenere legittimazione sociale in uno dei territori a più alta densità di allevamenti intensivi d’Europa.
Dissenso sotto attacco: il precedente di maggio
Per il collettivo, il sequestro del manifesto odierno rappresenta l’ennesimo segnale di una progressiva “militarizzazione” dello spazio pubblico mantovano. La memoria va agli eventi dello scorso maggio in occasione del Food&Science Festival, quando la Questura vietò la manifestazione del gruppo applicando 340 fermi identificativi, due fermi preventivi e sanzioni basate sul nuovo Decreto Sicurezza (Legge 54/2026) — un episodio finito al centro del nuovo report di Amnesty International intitolato “Dissenso sotto attacco”.
“Riteniamo paradossale che in questa edizione di Festivaletteratura si ospiti un evento dal titolo Negare il dissenso con la giornalista Annalisa Camilli sugli ultimi Decreti Sicurezza”, ha dichiarato Azzurra, portavoce di No Food No Science. “Negare il dissenso è esattamente quello che il festival fa da anni, rimangiandosi le promesse e scegliendo di restare legato a sponsor ecocidi. Crediamo che trent’anni siano l’età giusta per mettersi in discussione e scegliere da che parte stare”. La trentesima edizione del festival si apre così con un forte interrogativo politico e sociale posto dagli anti-specisti: il mondo della cultura mantovana accetterà di aprire un tavolo di confronto sulle proprie fonti di finanziamento o continuerà a delegare la gestione della critica alle misure di ordine pubblico? Gli attivisti che hanno preso parte a questa azione sono stati fermati e identificati dagli agenti della Digos.





























