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Mantova, Cassa integrazione in calo del 37,2%: migliorano meccanica e tessile, criticità nei minerali non metalliferi

Ivan Zaffanelli, segretario generale Cisl Asse del Po

MANTOVA – Nel primo semestre del 2026 il ricorso alla Cassa integrazione in provincia di Mantova diminuisce del 37,2%, passando da 2.922.582 a 1.835.162 ore. La Cassa ordinaria scende del 23,4%, mentre quella straordinaria registra una riduzione del 70,5% e rappresenta ora il 13% del totale provinciale, contro quasi il 30% dello stesso periodo del 2025.

La meccanica resta il comparto con il maggiore utilizzo degli ammortizzatori, con 796.268 ore, ma registra una diminuzione superiore al 52% rispetto allo scorso anno. Migliora anche il tessile, soprattutto grazie al forte ridimensionamento della Cassa straordinaria, anche se la crescita della componente ordinaria conferma una persistente debolezza produttiva. Tessile e abbigliamento, considerati insieme, rappresentano ancora quasi il 29% della Cassa mantovana.

Il principale nuovo fronte di difficoltà riguarda i minerali non metalliferi, comparto che comprende vetro, ceramica, laterizi, cemento e materiali da costruzione. Il ricorso alla Cassa passa da poco più di 10 mila a oltre 250 mila ore e concentra circa due terzi della componente straordinaria provinciale. Crescono anche gli interventi nell’edilizia e nella chimica, mentre diminuiscono nel legno, nell’alimentare, nella metallurgia e nei trasporti.

“Il quadro mantovano – osserva Ivan Zaffanelli, segretario generale Cisl Asse del Po – è migliore rispetto a un anno fa, ma non ancora consolidato. L’obiettivo in questa fase deve essere quello di accompagnare la diminuzione della Cassa con la crescita dell’occupazione, soprattutto dei contratti a tempo indeterminato. Inoltre, 1,8 milioni di ore di Cassa è comunque un numero che ci deve far tenere alta l’attenzione.”