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Informatizzazione, edicolanti a rischio

Mantova Quando a fine dicembre gli edicolanti mantovani e bresciani si erano visti recapitare l’avviso, da parte di Rg Stampa (gruppo Artoni), che li informava di subentrare al precedente distributore (la Società Diffusione Logistica) non avrebbero immaginato di dover affrontare una nuova ondata di problemi, come se quelli storici – purtroppo mai risolti – non fossero già sufficienti a metterne a rischio la loro stessa sopravvivenza. Il primo problema è rappresentato dal fatto che l’ex distributore si trovava in composizione negoziata della crisi, in poche parole in amministrazione controllata. E così le edicole che avevano dato garanzie attraverso fidejussioni e cauzioni, rischiano di non incassare neppure i crediti dopo aver reso le pubblicazioni invendute. Ma i problemi non si esauriscono qui, considerando che la nuova società ha scelto non fornire più le storiche bolle cartacee. Da un paio di mesi tutti i documenti devono essere così inviati in via telematica per mezzo di un portale web. Ma la versione business – quella più completa – è a pagamento (circa 500 euro l’anno), e molti hanno così optato per quella standard. Gli edicolanti mantovani che lavoravano con il cartaceo non ricevono più la documentazione relativa alle copie rese. Per poter proseguire nella propria attività, i rivenditori si sono dovuti adattare a gestire l’edicola informatizzata, con relativi costi di gestione che si andranno ad aggiungere anche su chi fa fatturati molto bassi. «L’informatizzazione della rete di vendita sarebbe importante ed utile ma non può essere a carico solo dell’edicolante. Molti edicolanti, soprattutto quelli più avanti con l’età, chiedono di poter proseguire con le bolle cartacee», osserva Alcide Boni, segretario provinciale del Sinagi (Sindacato Nazionale Giornalai). «In totale le edicole di Mantova e Brescia sono 642, se tutte si informatizzassero con il programma business. il distributore incasserebbe in un anno 281.196 euro. E fra l’altro manca la garanzia fidejussoria del pagamento delle forniture. E ancora ci chiediamo perché le edicole chiudono? Perciò è quanto mai urgente concordare i compiti del distributore, garantendo all’edicolante un rapporto alla pari, senza subire imposizioni o una condizione di subalternità inaccettabile, come sta avvenendo nell’area distributiva Mantova-Brescia». «Ho sessant’anni – si sfoga un rivenditore della città – ma pur tra mille difficoltà intendo proseguire col mio lavoro. L’obbligo d’informatizzare lo trovo però un’imposizione ingiusta e penalizzante. Mi sono dato un anno di tempo, ma se non cambierà qualcosa mi vedrò costretto a chiudere». Dagli edicolanti e da Sinagi l’appello ai parlamentari e consiglieri regionali mantovani affinché la questione torni al centro dell’agenda politica: «serve anche il loro aiuto, oltre a quello del sindacato che è rimasto il nostro unico punto di riferimento. Nel frattempo speriamo che l’agenzia distributiva accolga le nostre istanze, a cominciare dal consentirci di continuare a utilizzare le bolle cartacee e a riavere le note delle rese. Viceversa sarà impossibile andare avanti».
Matteo Vincenzi