MOGLIA La scomparsa a 86 anni di Francesco Guccini ha, inevitabilmente, aperto il cassetto dei ricordi delle tantissime persone che l’hanno apprezzato come artista e come essere umano. Due doti che a Moglia conoscono bene per una storia fatta sì di musica, ma anche di cibo, di una bottiglia accanto a un letto e di un’amicizia genuina e incredibile, come il fiume di gente che una sera di oltre cinquant’anni fa si riversò nel paesino della Bassa.
Era la metà degli anni Settanta, a Moglia c’era la Festa dell’Avanti. Tutto cominciò mesi prima della festa, con due mogliesi che, in gita a Pavana, incontrarono il più celebre cittadino della frazione pistoiese: Francesco Guccini. Una chiacchiera tirò l’altra e ne nacque un simpatico momento sfociato in: “Perché non vieni a suonare da noi?”. Una frase lasciata lì a mezz’aria, fino a che qualche mese dopo i mogliesi in questione rincontrarono Guccini a Bologna: la proposta era sempre valida ma, al di là degli accordi che sarebbero scaturiti, i nostri si presentarono con una magnum di Lambrusco e una damigiana del medesimo rosso frizzante. Dire di no, a quel punto, era impossibile.
E venne il giorno della Festa dell’Avanti e del concerto di Guccini. Il live si tenne allo stadio che all’epoca sorgeva di fronte al cimitero (al suo posto oggi vi è una zona residenziale e commerciale) e si presentarono 7mila persone, praticamente la popolazione di Moglia raddoppiò in una sera, con anche pullman giunti da Livorno, La Spezia e dal Veneto.
Il concerto fu, neanche a dirlo, trionfale, ma nel backstage il sodalizio divenne qualcosa di magico. Intanto, si scoprì che la magnum di Lambrusco era una presenza accanto al letto del cantautore, almeno così si vociferò. Con l’alba imminente, prima del saluto ci fu chi imbastì una colazione con gnocco fritto e salame, che l’uomo di Via Paolo Fabbri 43 gradì (e ci mancherebbe pure). Prima di riprendere la via per Bologna, Guccini si congedò con un: “Voi siete indimenticabili”. Un’altra epoca, un altro modo di fare cultura e musica, ritmi genuini e puri come amicizie annaffiate dal Lambrusco; un pezzo di vita che, come il cantautore, appartiene solo ai ricordi.





























