MANTOVA C’erano i progetti, c’erano i soldi governativi e europei, tutte le pratiche di esproprio erano state compiute, e c’era pure un commissario incaricato con “pieni poteri” per portare a compimento il raddoppio Fs da Mantova a Piadena nei tempi previsti: due anni di lavori per questo primo lotto. Tutto sembrava insomma esibirsi come una strada in discesa per la più grande infrastruttura che ha interessato il mantovano da sessant’anni in qua. Ma allo stato dell’arte non risulta posato un solo metro di binario; Rfi annuncia sul proprio sito due anni di ritardo (“Data di attivazione: 2028”); e nel mentre si evidenziano cantieri fermi e un aumento dei costi per 130 milioni, che ad oggi non hanno copertura.
Pure in questo quadro poco edificante, il sindaco bozzolese Giuseppe Torchio manifesta ottimismo e fornisce una visione dello stato di avanzamento dei cantieri che parrebbe contraddire perplessità e timori oggettivi espressi peraltro anche dal sindacato dei pendolari Utp, e getta acqua sul fuoco.
«Noi non abbiamo avvisaglie negative – commenta il sindaco –. Qui le maestranze continuano a impegnarsi, tanto che transitando sulla statale tra Bozzolo e Marcaria all’altezza del fiume Oglio si vede il massiccio ponte in ferro già pronto per essere inserito sopra i pilastri. Questa, anche se nessuno ne parla, è una delle opere fondamentali per il completamento della tratta Mantova-Bozzolo. Poi per quello che succederà dopo Bozzolo per il proseguimento verso Codogno, e che riguarda il 2° lotto, non dovete chiedere a me. Sappiamo che un gruppo di parlamentari ha inoltrato formale richiesta al governo per lo stanziamento di fondi che al momento non ci sono».
Una chiosa poco rassicurante, questa di Torchio, che evidenzia una situazione quantomeno paradossale: quella cioè di aver messo in cantiere un progetto ambizioso come il raddoppio ferroviario Mantova-Milano, ma che a prescindere dal compimento del primo lotto (ritardatario sulla carta di almeno due anni) comunque si ritrova nel limbo con metà dell’opera senza finanziamenti.
La tratta da e per Milano doveva costituire uno dei traguardi più ambiziosi per le Ferrovie dello Stato innanzitutto per agevolare il quotidiano trasferimento di pendolari nella metropoli meneghina, ma anche, si suppone, per intensificare il traffico merci (quello ben più redditizio) per l’azienda delle Ferrovie.
Tornando a Bozzolo, Torchio mantiene ferma la propria soddisfazione per avere ottenuto i 47 milioni promessi, suddivisi in una trentina finalizzata al sottopasso da realizzare all’altezza della stazione funzionale ai flussi veicolari e pedonali sotto la massicciata ferroviaria, più altri 17 milioni per opere compensative. Tutti interventi promossi e promessi dalla commissaria straordinaria Chiara De Gegorio e confermati dalla stessa al sindaco Torchio durante l’incontro pubblico tenutosi del marzo scorso a Bozzolo… Prima della sua rimozione.





























