MANTOVA Per la Cna non è una sorpresa nel leggere i dati allarmanti che attanagliano l’artigianato mantovano dal momento che danni la Direttrice Elisa Rodighiero denuncia la costante emorragia delle imprese artigiane molto prima dell’avvento del Covid. La chiusura delle botteghe artigiane nell’ultimo decennio non deriva da un’unica causa, ma da un mix letale: la concorrenza spietata di e-commerce e grandi centri commerciali, il boom dei costi fissi e degli affitti, il calo demografico e la totale mancanza di ricambio generazionale per i mestieri manuali, i costi degli affitti commerciali sono insostenibili per le piccole attività artigianali sostiene il portavoce della Cna, Franco Bruno. “La Pressione fiscale e margini ridotti hanno ridotto drasticamente i margini di guadagno. E poi aggiungiamo lo spopolamento e la desertificazione in molti paesi non solo del nostro territorio ma anche a livello nazionale , la riduzione dei residenti fa venir meno la base minima di clientela necessaria alla sopravvivenza delle attività artigianali di servizio alla persona. Ma ci sono pure cause che sono fonte di allarme per le imprese artigiane come la necessità di un riordino organico di 1.982 modalità di incentivi nazionali, regionali e locali” aggiunge Bruno. “Gli artigiani rischiano teoricamente fino a 130 controlli all’anno da parte di 22 autorità pubbliche diverse. Una vera e propria follia – sostiene la direttrice di Cna Elisa Rodighiero -. Siamo arrivati a stimare oltre 300 ore all’anno a impresa per lo smaltimento delle pratiche burocratiche: un periodo paragonabile a due mesi di attività lavorativa. Questa costante emorragia non è dovuta alla debolezza delle imprese, ma a regole che non ne rappresentano più la realtà. Fondamentale la norma che avvia anche la delega al Governo per riformare la storica legge quadro sull’artigianato che risale al 1985: da allora sono cambiati mercati, tecnologie e modelli organizzativi, mentre la normativa è rimasta quasi immutata. Altra priorità è uniformare le regole tra Stato e Regioni per evitare disparità territoriali e rivedere i limiti dimensionali delle imprese artigiane”.





























