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Mantova aderisce alla rete contro la pena di morte

MANTOVA – La Giunta comunale di Mantova ha approvato l’adesione alla rete internazionale “Città per la vita – Città contro la pena di morte”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. In vista della 24ª Giornata internazionale, che si celebrerà il prossimo 30 novembre, è stata nominata referente per Mantova, l’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Legalità e Solidarietà Internazionale, Alessandra Riccadonna. A tal fine l’amministrazione di via Roma si impegna, operando in tutti gli ambiti di propria competenza, perché siano assicurati spazi di adeguata informazione e sensibilizzazione sulle motivazioni del rifiuto di tale pratica e sul progresso della campagna abolizionista nel mondo. L’adesione all’iniziativa è senza alcun onere da parte del Comune, se non l’impegno a condividere gli importanti contenuti e l’intento dell’iniziativa. La Giornata “Città per la vita” rappresenta la più grande mobilitazione abolizionista a livello internazionale. L’obiettivo è stabilire un dialogo con la società civile e coinvolgere gli amministratori locali, in modo da assicurare che l’abolizione della pena di morte e la rinuncia alla violenza siano una cifra identitaria della città che aderisce e dei suoi cittadini. «Secondo quanto emerso dal rapporto annuale sulla pena di morte di Amnesty International – ha fatto sapere l’assessore Riccadonna – il numero di esecuzioni capitali a livello globale ha raggiunto nel 2024 il livello più alto dal 2015, con oltre 1500 persone messe a morte in 15 stati di cui Iran, Iraq e Arabia Saudita responsabili del 91% delle esecuzioni. Tuttavia, per il secondo anno consecutivo, il numero degli Stati che hanno eseguito condanne a morte è rimasto il più basso mai registrato. I dati noti non includono le migliaia di persone che si crede siano state messe a morte in Cina, che continua a essere lo Stato con il più alto numero di esecuzioni al mondo, così come nella Corea del Nord e in Vietnam, dove si ritiene che la pena di morte venga ancora ampiamente applicata. Le crisi in corso in Palestina e in Siria non hanno permesso ad Amnesty International di confermare numeri precisi. L’Iraq ha quasi quadruplicato il numero delle esecuzioni (da almeno 16 ad almeno 63), l’Arabia Saudita ha raddoppiato il suo totale annuo (da 172 ad almeno 345), mentre l’Iran ha messo a morte 119 persone in più rispetto al 2023 (da almeno 853 ad almeno 972), totalizzando il 64% di tutte le esecuzioni note. Nonostante si confermi una tendenza globale verso l’abolizione di questa punizione crudele e disumana, è sconvolgente constatare che nel 2025 si faccia ancora ricorso alla pena di morte – ha proseguito Riccadonna – per questo motivo continuiamo ad aderire con convinzione alla rete “Città per la Vita”, promuovendo momenti di approfondimento e sensibilizzazione sul tema della pena capitale. In collaborazione con il gruppo Amnesty International di Mantova abbiamo previsto l’illuminazione in rosso della fontana di corso Pradella e un presidio informativo. La forza della mobilitazione parte anche dalle nostre piazze, dove i cittadini si fanno sentire contro gravi violazioni dei diritti umani, come la pena di morte».