MANTOVA – L’amministrazione Trump sta paralizzando e indebolendo i grandi parchi della nazione americana, tagliando posti di lavoro e ostacolando la ricerca. Il grido di allarme è stato lanciato all’evento “Da Yellowstone a Yosemite” ospitato ieri sera da Festivaletteratura. Nella sala del Seminario vescovile ne hanno parlato gli esperti Marco Siroli e Giorgio Vecchiano che hanno raccontato le correnti di pensiero in difesa dell’ambiente e della natura che sono via via cresciute nei decenni. “Negli Usa – ha sottolineato Siroli – ci sono 400 parchi nazionali. La politica di Trump ha tagliato il 25 per cento del personale e favorisce la loro privatizzazione per estendere la ricerca del petrolio. C’è il rischio che si torni indietro. Pertanto è giusto fare petizioni per cambiare la linea di Trump”. Il sistema dei parchi nazionali degli Stati Uniti comprende, inoltre, oltre sessanta aree protette ed è nato anche grazie alla appassionata lotta dell’ingegnere di origine scozzese John Muir, che con i suoi scritti e le sue sognanti descrizioni della wilderness influenzò la scienza ambientalista contemporanea. Siroli, nel suo libro “In difesa della natura selvaggia” ha analizzato la figura di Muir ponendo in relazione il suo ecologismo profondo, contrario a qualsiasi commercializzazione della natura, con gli sviluppi più recenti del pensiero eco-anarchico e i movimenti ambientalisti radicali. Il pensiero di Siroli ha avuto una vasta diffusione nel mondo. Il confronto con l’interlocutore Vacchiano, presidente di Climate Media Center Italia, a sua volta autore della pubblicazione “La resilienza del bosco”, ha messo in evidenza una perfetta sintonia di analisi e di opinione su questi temi.




























