MANTOVA – In un tempo dilaniato dagli eventi bellici che stanno sconvolgendo il mondo, è sempre un ottimo esercizio ricordare quanto accaduto nel secolo scorso per provare a dare un senso agli eventi tragici della storia. Tuttavia, rispetto a coloro che sono stati vittime di questi eventi, si tende ad avere un’immagine distorta, quasi idealizzata e si dimentica che prima di essere vittime sono stati essere umani che hanno provato altre emozioni oltre all’annientamento dei loro diritti primari. Mirabile è stato a tal proposito il lavoro di Judith Koelemeijer. La stessa ha voluto raccontare la vita di Esther Hillesum partendo sì dai suoi diari ma fornendone una descrizione a tutto tondo della sua personalità. La scrittrice ha svolto ricerche in merito per sette anni, per capire chi fosse Etty, cosa provasse e quali fossero i suoi interessi. Il dibattito è stato incalzato dalle puntuali domande di Chiara Valerio che ha accompagnato gli spettatori attraverso questo irto viaggio. La protagonista ha un trascorso alquanto complesso. La mamma è di origine russa e tutta la famiglia è scappata dalla terra natia per rifugiarsi in Olanda. Delle sue origini non si avevano notizie ma grazie alle indagini di uno studioso dell’olocausto ed alla sua intuizione di inserire il cognome utilizzando lettere ebraiche. Durante la stesura di “Etty Hillesum. Il racconto della sua vita”, la parte più complessa è stata ricostruire la sua vita dato che la sua produzione scritta occupa solo due anni della sua vita. Nonostante il breve intermezzo ciò che mette nero su bianco può essere definito un capolavoro letterario. Qui è possibile riscontrare la sua parte più umana, fatta di passioni, rabbia, studi ed interessi che esulano dalla scelta compiuta successivamente, ovvero seguire i suoi fratelli ed i genitori nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, nonostante avesse gli strumenti per evitare la morte. L’autrice è riuscita quindi a rendere non solo l’immagine della martire, appellativo che le è stato attribuito da altri e molti anni dopo la sua morte, ma di donna fedele alle proprie idee e principi. I gap temporali presenti sono stati riempiti da parti più romanzate ma affini e verosimili tratte dalle sue memorie. Questa biografia è pertanto un documento al quale ci si può affidare per avere un resoconto del passato e di chi lo ha vissuto.




























