MANTOVA – Mantova Tre opere strategiche “attese da mezzo secolo”, come ebbe a dire l’ex sindaco Mattia Palazzi: il sottopasso davanti alla stazione Fs, il raddoppio della tratta Mantova-Milano, e il sottopasso di Porta Cerese. Due di esse sono in essere, ma con manifesti e dichiarati ritardi; la terza dovrebbe iniziare in settembre, ma con quali tempi sarà condotta a termine? In ragione di queste incognite il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Pier Luigi Baschieri dà la sveglia al sindaco Andrea Murari affinché la città non vada incontro a rischî di lunghe paralisi.
«Murari ha un compito ben preciso in questo mandato: evitare di essere uno semplice spettatore delle opere pubbliche necessarie alla città la cui competenza è di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e condivise con Palazzi nelle scorse sindacature. Ben vengano gli investimenti necessarî a migliorare le infrastrutture cittadine – avverte Baschieri –, ma attenzione ai tempi di conclusione che rischiano di paralizzare la città e creare innumerevoli disservizi ai mantovani».
Il solo sottopasso di piazza Don Leoni, iniziato nel dicembre del 2022 con l’obiettivo di concludersi nel febbraio del 2024 ad oggi lamenta un ritardo di due anni e mezzo «e non sappiamo con certezza se il taglio del nastro avverrà il prossimo 10 ottobre, come previsto dall’ultima variante di progetto», ammonisce il capogruppo azzurro. Nel frattempo il traffico di via Pitentino «è peggiorato e nessuno può parcheggiare nelle vicinanze della stazione per accompagnare un parente».
Ad aumentare la preoccupazione dei mantovani è il tanto atteso raddoppio ferroviario della Mantova-Milano che ha appena subìto un aggiornamento ufficiale nel cronoprogramma con slittamento dei termini per la conclusione dei lavori del primo lotto (la tratta da Mantova a Piadena). «Dal 2026 si passa al 2028, due anni in più e 130 milioni di euro che mancano per saldare le ditte appaltatrici. Peccato che risultino assenti i restanti 850 milioni necessarî per avviare il secondo lotto che riguarda la tratta cremonese da Piadena a Codogno».
A questo punto, chiosa Baschieri, «è lecito chiedersi se i lavori di Porta Cerese con il tanto atteso sottopasso inizieranno realmente il prossimo primo settembre e si concluderanno entro i tre anni annunciati previsti dai documenti di gara. Senza un supervisore politico, che non può essere altro che il sindaco Murari, rischiamo di ingessare la città per i prossimi anni. Servono garanzie e sicurezze sulla disponibilità dei 42 milioni necessari per concludere l’opera e sui tempi di conclusione. Murari non sia solo spettatore delle opere principali opere pubbliche come lo è stato il suo predecessore», è la conclusione di Baschieri.





























